Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Viaggio all’isola di Sakhalin

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2010

Roma 17 Marzo 2010 ore 15.30 Teatro del Carcere di Rebibbia N.C. Via Raffaele Majetti, 70 da Anton Cechov e Oliver Sacks  ideazione, drammaturgia e regia di Valentina Esposito e Laura Andreini Salerno  costumi Paola Pischedda e Francesca Serio direzione organizzativa Fabio Cavalli segreteria Alessandro De Nino luci Riccardo Giubilei tecnico del suono Gianluca Mattei foto di scena Andrea Grossi  con  Roberto Altobelli, Ottavio Canarecci, Nando Casamonica, Gaetano Cosenza,  Alfonso D’Anna, Giovanni D’Ursi, Fabrizio Diana, Vincenzo Di Letizia, Gianfranco Fozzi, Alessandro Fragalà, Marco Gallo, Giacomo Gesù, Daniel Silva Gonzales, Raffaele Ligorio, Giampaolo Moscia, Romolo Napolitano, Roberto Pedetta, Modesto Peralta Suarez,  Claudio Piccirilli, Vito Pollaci, Giancarlo Porcacchia, Renato Rotondi, Luigi Russo, Lodovico Salis, Paolo Sbrescia, Antonio Sorrentino, Sandro Verzilli, Andrea Zaccaria  e con la partecipazione di Cristiano Leopardi
Viaggio all’isola di Sakhalin è liberamente ispirato all’esperienza che  Anton Cechov – nell’esercizio della sua seconda professione, quella di medico – fece alla fine dell’’800 visitando la colonia penale posta all’estremo oriente della nazione russa. Allo sconvolgente reportage cecoviano sulle condizioni di detenzione degli ergastolani relegati nell’isola di ghiaccio, si intreccia il racconto di una delle più sorprendenti esperienze dello scienziato cognitivo Oliver Sachs. Nell’ “isola dei senza colore” Sacks incontra uomini e donne che l’isolamento ha resi ciechi ai colori – “acromatopsia” è il nome scientifico della malattia diffusa da un gene misterioso, trasmesso di padre in figlio. Lo spettacolo intreccia dramma e commedia, seguendo la traccia del medico che prova a sconfiggere, con la passione dello scienziato- missionario, quel male terribile che è la “cecità degli affetti” : il male che colpisce in ogni tempo, luogo e condizione, coloro che vivono reclusi e privati delle fondamentali relazioni umane e affettive. (viaggio)

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