Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Piante geneticamente modificate

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2010

Dichiarazione di Giorgio Ferrero  (Responsabile Dipartimento Agricoltura PD Piemonte). La recente decisione dell’Unione europea di sdoganare la coltivazione di piante geneticamente modificate sta creando molta apprensione tra gli agricoltori piemontesi per la ricaduta negativa che potrebbe avere un comparto già pesantemente provato dalla crisi globale.  Chi conosce la realtà agricola della nostra Regione sa che l’unica via di uscita per il futuro è puntare sulla qualità e sull’identità delle produzioni. La coesistenza tra colture Ogm e tradizionali in Piemonte è impossibile  per la natura frammentata delle nostre proprietà che rende inevitabile la contaminazione per impollinazione di specie simili (per esempio il mais). Sarebbe poi altrettanto grave se il Piemonte compromettesse la propria immagine di Regione di grandi produzioni di qualità, ponendosi alla stregua dei Paesi  sudamericani o asiatici che certo non possono vantare il nostro patrimonio e la nostra tradizione agroalimentare.  Nell’elenco delle associazioni che sostengono le Regioni libere da Ogm troviamo le più importanti organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo (Coldiretti, Cia, Acli terra, Confcooperative, Lega Coop), dell’artigianato (Confartigianato e Cna) nonché tutte le associazioni dei consumatori e quelle ambientali, compresa naturalmente Slow Food che vede impegnato su questa battaglia in prima persona il suo Presidente internazionale Carlin Petrini.  In quell’elenco non troviamo presenti le Regioni governate dal centrodestra, in particolare quelle dove la Lega è determinante, ovvero la Lombardia ed il Veneto. Un’assenza che non ci stupisce affatto, poiché coerente con la politica dei ‘proclami senza fatti conseguenti’ di cui il Ministro Zaia è tra i principali interpreti.  Quindi, è bene essere consapevoli che solo la riconferma di Mercedes Bresso alla guida della Regione Piemonte può garantire la salvaguardia del territorio piemontese: lo ha dimostrato con i fatti e continuerà a farlo come conferma il programma di governo della coalizione di centrosinistra.  Su questi grandi temi, come ci ha ricordato quest’oggi Giorgio Calabrese, è necessario che la politica non ceda alla pressione di lobby  economiche internazionali ed attenda un pronunciamento certo del mondo scientifico,  per non incappare in possibili gravi conseguenze per la salute umana e quella dell’ambiente.

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