Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Sciopero generale Cgil

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2010

12 marzo sciopero generale nazionale indetto dalla Cgil. Per l’occasione incroceranno le braccia anche i medici della Fp Cgil. I camici bianchi del sindacato si asterranno dall’intero turno di lavoro e scenderanno in piazza nelle manifestazioni territoriali insieme a tutti gli altri lavoratori pubblici e privati, riferisce Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici. Il Governo, dice Cozza, «nega la crisi e promette che nessuno ‘verrà lasciato indietro’. Intanto cresce la disoccupazione, si licenziano i precari della scuola e della pubblica amministrazione, tra i quali a rischio oltre 12.000 medici. La prima richiesta è fermare i licenziamenti». E’ necessario, secondo il sindacalista, «ridurre le tasse per dipendenti e pensionati, attraverso la lotta all’evasione e all’elusione fiscale, la tassazione come in Europa delle rendite finanziare, dei grandi patrimoni e delle stock option, attraverso l’abbassamento della prima aliquota al 20%. Basti pensare alle differenze tra il lordo delle buste paga e degli aumenti contrattuali e il netto realmente percepito». Ed è anche necessario, continua Cozza, «costruire un futuro per il Paese attraverso politiche di accoglienza e lotta alle nuove schiavitù. Fondamentale è la regolarizzazione dei migranti che lavorano, la sospensione della Bossi-Fini per i migranti in cerca di rioccupazione, abolire il reato di clandestinità, riconoscendo la cittadinanza alla nascita nel nostro Paese. I medici si sono battuti per non fare le spie e continuano nel loro impegno per garantire il diritto alla salute per tutti». Ma lo sciopero è anche contro la nuova legge di controriforma del diritto e del processo del lavoro. «E’ inaccettabile l’introduzione di una specie di contratto individuale, tramite cui poter demandare ad un arbitro, che decide secondo ‘equità’ ma a prescindere dalle leggi e dai contratti collettivi, le eventuali controversie. Per i medici, già sottoposti alle leggi disciplinari di Brunetta, verrebbe a mancare anche la tutela della giustizia ordinaria».

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