Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

L’illusione di Dio

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Roma dal 17 al 28 marzo 2010 Via de’ Filippini, 17/A  Teatro dell’Orologio – Sala Grande Drammaturgia e regia di Adriana Martino su testi di  Spinoza, Nietzsche, Dostojevski,  Paolo Flores D’arcais, Gianni Vattimo, Michel Onfray,  Piergiorgio Odifreddi, Eugenio Scalfari con  Pietro Bontempo Nicola D’eramo, Bruno Viola, Fabrizio Raggi, Maurizio Repetto. Scene e costumi di Anna Aglietto Musiche a cura di Benedetto GhigliaÈ uno spettacolo che ha l’ambizione di occuparsi di un tema che oggi è al centro di un interesse crescente: il tema della fede e della religione, delle motivazioni degli atei e dei credenti e quindi del rapporto con la cultura laica. Il tema è talmente vasto e complesso che si è dovuto inevitabilmente fare una scelta di campo e cioè focalizzare l’attenzione su quegli esponenti, filosofi e scrittori, che si richiamano a quella linea di pensiero che fa capo alla cultura illuministica. Siamo partiti da quel pilastro che è Baruch Spinoza che con il suo  Trattato teologico-politico ha scosso profondamente l’ortodossia teologica giudaica-cristiana. Naturalmente l’ombra di Dostojevski incombe quando si trattano argomenti del genere : nel  romanzo “I  Karamazov” l’autore si arrovella sul tema dell’esistenza di Dio con l’angoscia che prelude al nichilismo nietszchiano del “Dio è morto”. Abbiamo messo poi a confronto filosofi come Paolo Flores D’arcais con Gianni Vattimo e Michel Onfray che pur provenendo da formazioni diverse si chiedono, in un appassionato dibattito, le ragioni di questo prepotente ritorno al bisogno di sacro che spesso sfocia in fondamentalismi religiosi inquietanti. Viene  immaginato  anche un incontro in una   biblioteca  fra il filosofo Spinoza e Piergiorgio Odifreddi  che si affrontano in un dialogo  serrato e provocatorio. Nel finale il tema della “gratuità del male” dopo  Auschwitz, in un appassionato monologo di Scalfari che si interroga con toni lucidi e tormentati sulle ragioni della sue convinzioni profondamente laiche. (foto)

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