Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Ristabilire la verità. Liste: tutti i fatti e le vere cause

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Editoriale fidest. Abbiamo sentito lo show del presidente Berlusconi sulla sua “verità” riguardo la presentazione delle liste del suo partito presso il tribunale di Roma e gli ostacoli frapposti per vietarne l’adempimento. L’altra “verità” ci è stata fornita dalla cronaca e dalle dichiarazione dei radicali e da un filmato ripreso sull’accaduto. Non entriamo nel merito, almeno per il momento, ma riteniamo che sia interesse dello stesso presidente del Consiglio consentire che la diversa versione abbia un similare spazio mediatico. Non solo. Il presidente del Consiglio ci deve spiegare il perché sta alzando il tiro coinvolgendo la magistratura, i carabinieri che hanno redatto un verbale sugli accadimenti, e che ci risulta diverso dalla storia ammannitaci dal Presidente, e ignorando le parole di buonsenso del Presidente Casini dell’Udc che lo invitava a chiedere scusa agli italiani e che, quando lo dice, non pensiamo sia persona non informata dei fatti. D’altra parte ci sembra davvero esagerato che per un episodio di così marginale rilevanza rispetto ai seri problemi del paese si faccia tanto clamore costringendo molti, compreso noi, a parlarne e a ricercare, sia pure con le nostre modeste fonti, l’effettiva causa scatenante di tanto livore istituzionale. Dovremmo forse convenire con la moglie separata del Presidente che è davvero malato? Di protagonismo, senz’altro. Le luci della ribalta sembrano avergli provocato l’effetto da eccitarlo al punto dal considerarsi il solo detentore della verità nella quale non vi è posto per chi la pensa diversamente da lui. Terenzio faceva dire ai suoi guitti: veritas odium parit (la verità genera odio) e lui che si sente figlio dell’amore e lui stesso la quintessenza dell’amore, non può farsi odiare. E se qualcuno osa “odiarlo” sono i cattivi di turno, gli irriducibili, quelli che non sanno amare: sono i comunisti, quei biechi figuri che hanno bagnato le strade della storia con il sangue degli innocenti, sono i magistrati che invece di tenere in mano il “sacro codice” gli sventolano sotto il naso il libro rosso versione Che Guevara. Sono i politici del taglio di Di Pietro a risvegliargli la sua vocazione martiriologica. Ma io sono certo che è l’uomo che sa amare e di conseguenza sa anche che l’amore è altruismo e allora pensi un poco, solo un poco, ai disoccupati, ai precari, ai pensionati, ai monoreddito che non vivono con le sue ricchezze ma che devono arrangiarsi con salari e pensioni che non vanno oltre i 40 euro al giorno. Ma non ci venga a propinarci altri proclami, noi vogliamo i fatti e subito. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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