Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Tutti in piazza appassionatamente

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2010

Editoriale fidest. Dopo i proclami sotto le mentite spoglie di una conferenza stampa o di una intervista apparentemente in esclusiva ecco che i leader chiamano a raccolta i loro fan per una rimpatriata “goliardica” vecchio stile per sentire dal vivo le passioni che suscitano, il calore degli applausi e per far vibrare il nervo sensibile dell’orgoglio dell’appartenenza, della fedeltà al capo, del sostegno da dargli per le sue battaglie. Sono contese, è bene intendersi, per lo più fondate sul richiamo ai principi, ai valori che esprimono parole come democrazia, libertà, giustizia. E tutti insieme la invocano con un sapore partigiano con la pretesa che queste parole possano essere un loro esclusivo attributo e non quello valido per tutti. Cosi si matura la mistificazione, il culto delle parole, così si propina al popolo “servitore” il piacere di sentirsi tutelati nella libertà e nella democrazia. Vogliono ignorare e farci ignorare che la libertà e la democrazia non sono solo delle parole astratte, capaci di suscitare un’emozione ad effetto, ma nascono e si maturano sui contenuti, sono il prezzo di un martirio, di una causa che è costata sacrifici e rinunce a milioni di esseri umani che su quella democrazia e libertà hanno fondato il loro presente e, ancor più, il loro futuro, quello dei loro figli e nipoti. La libertà e la democrazia non hanno una bandiere ma nascono dalla voglia di tutti noi di stabilire una convivenza civile, il rispetto per gli altri, la capacità di tenuta dei valori condivisi, la certezza che la vita è un bene supremo che va garantito in ogni momento affrancandola dalla povertà, dall’emarginazione, dagli odi razziali, dalle prevaricazioni. Vorremmo che da questa chiamata popolare non si sentisse la voce del tribuno ma quella del popolo. Di un popolo non cresciuto nei privilegi e nella voglia solo di tutelarne la continuità, ma che vive giorno dopo giorno con l’umiliazione di una democrazia poco rispettosa della sua vita di relazione, di una libertà umiliata nell’inganno, in una giustizia che soffoca la legalità, nell’umiliazione di non poter avere delle certezze nel lavoro, nella tutela della salute, nella salvaguardia dei più deboli. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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