Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

Mossad base Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2010

“Eric Salerno, giornalista e inviato speciale del Messaggero, esperto di questioni mediorientali, ha scritto nel 2010 un interessante e documentato libro intitolato. Mossad base Italia Le azioni, gli intrighi, le verità nascoste (Milano, Il Saggiatore, 258 pagine, 19 euro). L’Autore cerca di far luce sulla cronaca italiana degli ultimi sessant’anni, durante i quali gli agenti del Mossad hanno iniziato le loro attività, con la complicità almeno implicita dei governi italiani, a partire dal 1945 con l’immigrazione clandestina degli ebrei europei in Italia per farli poi espatriare in Palestina”. Lo scrive Don Curzio Nitoglia nella sua nota critica. Sono pagine dense di avvenimenti, di contatti, di iniziative che si intersecano con il governo italiano e la comunità ebraica nazionale. Ma pur con i suoi limiti, osserva Nitoglia, sappiamo bene che “le sorti delle due guerre mondiali sono state decise in gran parte dal ruolo dei servizi segreti dei Paesi belligeranti; come in ogni guerra che è stata fatta su questa terra, non ci si è serviti solo delle armi, ma anche dell’Intelligence”. Lo stato ebraico in Palestina si è fortificato anche grazie ad una immigrazione massiccia di ebrei da tutto il mondo e l’Italia divenne, da subito, uno dei territori di transito di questa massa di migranti provenienti dal Nord e dall’Est europeo. Chi si opponeva a questo flusso fu preso di mira dai servizi segreti israeliani denominati Mossad. Sta di fatto che “La prima nave clandestina a salpare dall’Italia verso il futuro Stato d’Israele partì dal porto di Bari il 21 agosto 1945 e riuscì a raggiungere il porto di Tel Aviv il 25, senza farsi intercettare dagli inglesi i quali si attenevano alle disposizioni del ‘Libro Bianco’ del 1939, che limitavano l’immigrazione ebraica e l’acquisto delle terre dei palestinesi”.  Nel 1948 l’obiettivo principale del Mossad non erano più i profughi, oramai già giunti in Palestina, ma le armi per Israele ed impedire che gli arabi ne ottenessero in egual misura. Ma ricorda Nitoglia citando alcuni passi del libro: “ L’Italia è stata teatro di azioni ancora più eclatanti. Il 30 settembre 1946 a Roma vicino alla Breccia di Porta Pia, in via XX settembre, venne fatta esplodere una bomba presso l’Ambasciata britannica, che cercava di far rispettare i patti del ‘Libro Bianco’ del 1939. Eric Salerno conclude citando un incontro avuto col professor Yehezkel Dror dell’Università ebraica di Gerusalemme, studioso dei cosiddetti “regimi canaglia”, il quale gli disse che «se Gheddafi non fosse esistito, toccava inventarlo. Era così comodo addossare a lui tutto ciò che di nefasto succedeva tra il Mediterraneo e l’Africa”.  Il capitolo VI del libro di Eric Salerno (pp. 83-96) è dedicato al sabotaggio delle industrie italiane che rifornivano i Paesi arabi.  Il capitolo XI (pp. 131-147) tratta della nascita dell’aviazione da guerra israeliana a Roma, ove nel 1948 presso l’aeroporto dell’Urbe sulla via Salaria venivano addestrati in segreto, da piloti italiani e americani, volontari e anche mercenari ebrei, che si sarebbero ingaggiati nell’aviazione da guerra dello Stato d’Israele.  “Eric Salerno fa una considerazione – osserva don Curzio – che mi sembra non priva di fondamento: «Separare la causa dall’effetto significa mantenere nel buio ciò che è molto chiaro e semplice. Non si può fingere di credere che a Monaco, per esempio, vi sia stata un’esplosione di violenza in una situazione di pace: la violenza in Medio Oriente è endemica da più di sessant’anni, precisamente da quando l’Occidente intese assicurare i propri interessi imperialistici a spese di un popolo i cui interessi non furono, allora come oggi, tenuti in considerazione». Vale a dire: senza l’invasione della Palestina nel 1948, non vi sarebbe stata Monaco 1972, “sine causa nullo effectu” direbbe Aristotele”. E così tra causa e effetti incomincia la storia d’Israele, quella nostra e del mondo intero.

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