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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Cciaa Udine: Dati export negativi

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

Nel 2009 il valore delle esportazioni della provincia di Udine è stato di 4.387,88 milioni di euro e ha registrato un decremento del 25,14% rispetto al 2008; le importazioni ammontano a 2.003,09 milioni e sono diminuite del 40,12 %. Il saldo commerciale è quindi di 2.384,78 milioni. «Il dato negativo conferma le difficoltà riscontrate dal sistema produttivo durante tutto l’anno – commenta il presidente della Camera di Commercio di Udine Giovanni Da Pozzo –. Questo risultato contraddistingue tutti e quattro i trimestri considerati singolarmente, anche se il quarto presenta performance meno negative di quelle del periodo luglio-settembre, senza dubbio il peggiore. L’analisi espressa dai nostri imprenditori per il primo trimestre 2010, però, sembra andare, seppur timidamente, in controtendenza: confidiamo che i risultati di questi primi mesi dell’anno possano confermare le attese di miglioramento».  Il valore delle esportazioni italiane registra una flessione del 21,%, dovuta a consistenti riduzioni tendenziali dei flussi sia verso i paesi Ue (-23,7%) sia, in misura più contenuta, verso i paesi extra Ue (-18,%).  Il dato complessivo del Friuli Venezia Giulia, che presenta un export di 10,7 miliardi di euro, esprime una riduzione del 19% in linea con quelle delle altre regioni del Nord Est (-17% in Trentino Alto Adige, – 23% in Veneto e in Emilia Romagna).  Se torniamo alla provincia di Udine, le esportazioni sono calate in quasi tutti i continenti e in quasi tutti i Paesi. Una variazione positiva è quella verso l’America settentrionale, che presenta un +10,48% del volume esportato rispetto al 2008, mentre appaiono in calo le esportazioni verso l’Europa, diminuite di quasi un terzo, l’America centro- meridionale (-40%) e l’Asia (-9%). Da questo quadro negativo emergono alcune perfomance positive, ossia l’aumento delle esportazioni in Polonia, Turchia, Libia, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti ed India. «Elementi confortanti – aggiunge Da Pozzo –, perché molti di essi sono Paesi verso cui si sono concentrate e si concentrano molte delle missioni organizzate per le nostre imprese».  Il risultato negativo dell’interscambio commerciale si evidenzia anche per singoli prodotti: il settore dei macchinari vede flettere le esportazioni del 7%, la metallurgia (specie metalli di base e prodotti in metallo) cala del 48%, gli apparecchi elettrici del 6,6%, articoli di gomma e materie plastiche del 24%, i prodotti alimentari, bevande e tabacchi del 7%. Tra i prodotti esportati si registra una sostanziale tenuta delle sostanze e dei prodotti chimici; il legno-mobile ha registrato un calo del 26% nell’export e del 22% nelle importazioni, cali che per altro non si discostano da quanto accade a Pordenone. Dai dati disaggregati per Paese emergono in modo chiaro le difficoltà dei Paesi centro-orientali d’Europa, da e verso i quali l’interscambio della nostra regione e di Udine si era fortemente sviluppato. Paesi che sembrano aver risentito in maniera più pesante della crisi economica, dato che emerge anche dal forte calo delle importazioni ed esportazioni di Udine verso e da la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria, la Romania, la Bulgaria, l’Ucraina, la Slovenia, la Croazia, la Bosnia e la Serbia.

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