Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Vita! di Grazia Isoardi

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

Torino  Rivoli 18 marzo 2010, ore 21 Via Rosta 23,  Maison Musique Vita! di Grazia Isoardi uno spettacolo con i detenuti del Carcere La Felicina di Saluzzo allo spettacolo segue il dibattito con Giorgio Leggieri, direttore del Carcere La Felicina di Saluzzo Don Piero Stavarengo, cappellano della Casa Circondariale delle Vallette, Torino  Fare teatro in carcere è prima di tutto portare vita. Prima del risultato estetico, prima dei consensi del pubblico e della stampa, prima dei benefici giudiziari ottenuti, il detenuto sperimenta nel lavoro teatrale la bella sensazione di sentirsi e ri-scoprirsi “ persona “ e non esclusivamente “ problema”. Vita!, il nuovo spettacolo che l’autrice e regista Grazia Isoardi presenta in anteprima alla Città dell’Uomo, è lo spazio in cui l’attore esprime pensieri sulla propria esistenza  e riflessioni sul senso del fare teatro  in un momento di benefica libertà, è uno spaccato del lavoro svolto all’interno del laboratorio teatrale nel carcere di Saluzzo che diventa occasione di incontro con il mondo esterno.  Se proviamo a immaginare che cosa significhino affetti e quotidianità in carcere, forse ci vengono in mente tutta una serie di rimandi letterari e/o cinematografici ed insieme, probabilmente,  anche molte semplificazioni e parecchi pregiudizi, spesso caricaturali.  Che sia invece una questione particolarmente dolorosa e complessa per chi la vive in prima persona, non è sempre completamente ovvio, soprattutto in un Paese come il nostro dove le case di reclusione sono da anni in situazione di continua emergenza. E’ poco frequente però che siano gli stessi detenuti a raccontare la variegata sfera delle proprie emozioni personali, è raro che diano voce ai propri sentimenti e ai propri desideri più individuali ed è ancora più raro che ci siano persone ad ascoltarli. In questo senso, il laboratorio teatrale che Grazia Isoardi tiene da anni con gruppi di reclusi della Felicina di Saluzzo offre l’occasione preziosa a loro   di esprimere e, successivamente, agli spettatori di ascoltare le ansie e le mancanze di queste vite non libere. Se negli anni passati, gli spettacoli che ne erano nati (diretti poi da Koji Miyazaki) avevano affrontato temi come la giustizia (“La soglia”), il sogno (“Il luogo dei cigni”) e la religione (“Amen”), questo ultimo Vita! vuole raccontare gli aneliti di un quotidiano ricco di complessità e di regole dette e nascoste, compreso nel continuo paragone fra il dentro e il fuori.

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