Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Trenitalia e tutela delle disabilità

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2010

Assistere un familiare disabile è un impegno morale, oltre che materiale. Proprio per questo il legislatore ha, negli anni, emanato una serie di leggi e di norme che facilitano il compito di chi con queste problematiche ha a che fare quotidianamente. Ma di queste sensibilità non sempre dispongono i dirigenti delle aziende che si trovino a dover agevolare la fruizione dei diritti legalmente previsti a favore di dipendenti che assistono i familiari colpiti da forme di disabilità. Il caso di cui parliamo è quello della Divisione Trasporto Passeggeri Regionale Marche – Umbria di Trenitalia. I suoi dirigenti, infatti, interpretando in misura restrittiva le norme previste da d.lgs. n. 66/2003 e riprese dalla Circolare n. 8 del 2005 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, hanno deciso di negare l’esenzione dal lavoro notturno ai propri dipendenti che abbiano in carico un soggetto disabile. Nello specifico, anziché esentare gli interessati dal lavoro notturno, come recita la circolare 8/2005, “tra le 24 e le 7, ovvero tra le 23 e le 6, ovvero tra le 22 e le 5”, hanno legato il godimento del diritto allo status di “lavoratore notturno”, parametro che serve a regolare, com’è noto, altre fattispecie contrattuali. I lavoratori quindi hanno dovuto spesso ricorrere ad altri tipi di permesso o addirittura all’utilizzo dei propri giorni di congedo per prestare assistenza ai familiari bisognevoli di cure, poiché è stato loro negata a priori ogni ipotesi di cambio di servizio richiesto per potere non allontanarsi dalla propria abitazione durante la notte. “Al di là delle regole che non possono essere disattese – afferma il Segretario Nazionale di Fast FerroVie, Pietro Serbassi – riteniamo che per evitare l’apertura di un contenzioso biasimevole sarebbe bastato un minimo di buon senso all’interno della Direzione Marche – Umbria, che invece cerca caparbiamente di costringere pochissimi lavoratori, che già soffrono una condizione familiare di forte disagio, a soluzioni non previste dalle norme“. Pertanto, continua Serbassi con molta amarezza, qualora la Direzione Regionale Marche/Umbria dovesse continuare a sostenere la sua riprovevole posizione contro i Ferrovieri che soffrono una condizione di minorità, la FAST FerroVie si vedrà costretta a riproporre la problematica alla Direzione Generale per l’attività Ispettiva del Ministero del Lavoro per richiedere la specifica sanzione amministrativa a carico di Trenitalia ai sensi dell’art.18 bis, comma 1, del Dlg.vo n°66/2003.

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