Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Frane e dissesti in montagna

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2010

Il Governo ha abbandonato qualunque politica per la montagna. Anche in questo caso ha fatto solo tagli: per definire montani i comuni ha tenuto conto solo dell’altimetria, mettendo sullo stesso piano le Alpi e gli Appennini. In questo modo nella nostra provincia avremo, presumibilmente, solo cinque comuni montani: Portico, Premilcuore, Santa Sofia, Bagno di Romagna e Verghereto. Questi comuni riceveranno dallo Stato solo il 30% di quanto percepito prima, tutti gli altri non prenderanno più niente. La Regione Emilia-Romagna negli ultimi cinque anni ha investito nella montagna 400 milioni di euro e nella prossima legislatura investirà 500 milioni di euro, sostituendosi allo Stato Italiano che, unico in Europa, non ha ancora una legge sull’uso del suolo. Nel nostro Paese tutti giorni c’è un’emergenza frane, come dimostrano purtroppo anche i fatti di cronaca locale, e spendiamo un sacco di soldi a posteriori, pagando anche un triste tributo di vite umane. Mai una volta che si investano fondi per fare prevenzione. I denari li buttiamo in Alitalia, e nel ponte sullo stretto di Messina… La nostra Regione ha approvato un piano per la montagna, che rappresenta una cornice il cui contenuto va riempito, attraverso accordi territoriali da realizzare insieme ai comuni montani. È un modo per fare progetti veramente condivisi, con il concorso dei territori montani. L’impegno di Regione e Provincia è orientato anche allo sviluppo della Banda Larga, rete di trasmissione dati che si vuole estendere dalla pubblica amministrazione alle aziende private. In questo settore è Telecom che deve fare gli investimenti, che però non vuole fare, perché il rientro dagli stessi non avviene nei 4 anni da loro programmati. La Regione sta trattando con Telecom, che temporeggia: prima di cominciare i lavori aspetta i soldi dello Stato, quei famosi 800 milioni di euro già stanziati da oltre un anno per portare la Banda Larga nei territori ma che Tremonti ha bloccato, spostandoli in altra posta di bilancio. In attesa che Telecom porti la Banda Larga, la Provincia di Forlì-Cesena ha nel frattempo deliberato la costruzione di una rete palificata sui crinali, per far sì che gli operatori privati possano utilizzarla per il servizio Wireless (ponti radio). Quando la Telecom deciderà di procedere avrà un vantaggio in più: il nostro territorio è già provvisto, praticamente dappertutto, di tubi interrati, già posati durante precedenti lavori di scavo, riparazione strade, ecc. Basterà per farli partire con i lavori? (Tiziano Alessandrini)

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