Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

La kermesse berlusconiana

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2010

Editoriale Fidest. Si sono spente le luci della ribalta al raduno indetto dal Pdl a Roma sabato pomeriggio 20 marzo. Diciamo, a questo punto, che il ciclo delle “chiamate a raccolta” sembra, con quello di Piazza San Giovanni, abbia completato il suo primo giro. La piazza si è caricata di emozioni, ha vibrato all’unisono con i suoi leader e tutti sembrano felici di aver dimostrato all’avversario di poter contare in una prova muscolare più convincente. Ed anche in questo continua il balletto delle cifre che vanno da un milione di presenze per gli organizzatori a 150 mila per la Questura. In ogni modo di là delle frasi ad effetto, tanto per scaldare la platea, abbiamo marcato due posizioni: una di confronto e l’altra di proposta. Tutte e due lontane dai reali problemi del paese perché si sono riparate dietro lo scudo dei proclami e non si sono esposti a viso aperto per rappresentare i percorsi fattibili per evitare che il sistema paese collassi. Ad intorbidare le acque vi è poi l’incognita di una lotta di potere che sta affinando le proprie armi per la successione ben sapendo che siamo oramai al postberlusconismo. Forse, per la prima volta, da questo clima surreale si incomincia a percepire in tutta la sua evidenza lo spaccato di una Italia divisa non da uno spartiacque partitico ma tra l’area del disagio e quella del benessere. E ancora da notare che a rappresentare i primi, che sono nel paese maggioranza assoluta, non sembrano esservi i partiti interessati solo ad avvitarsi su se stessi in lotte interne e avulse dagli interessi generali del paese, ma, semmai, più attenti alle sirene lobbistiche. Esiste, invece, ad aggravare il clima, una sistematica manipolazione della realtà e uno spregiudicato interesse a confondere le idee e a distrarle su fatti marginali che in circostanze normali nessuno degnerebbe d’attenzione o, per lo meno, con la considerazione che si vuole riservare ad essi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Una Risposta a “La kermesse berlusconiana”

  1. Rosario Amico Roxas said

    Impossibilitato, a causa di un virus nel mio pc che blocca l’invio delle mail, ma non la ricezione, a inviare i miei commenti alla mia consueta rubrica, profitto dello spazio che molte generosamente Riccardo Alfonso ci consente, per commentare la “barbarie di queste elezioni regionali”.

    Le barbarie di questa tornata elettorale. Rosario Amico Roxas

    Una campagna elettorale che avrebbe dovuto essere una maschia partita di calcio, si è trasformata in un match pugilistico senza regole, senza arbitro (se non una flebile voce che non vuole urtare la suscettibilità del più intollerante dei contendenti), senza argomenti se non quelli che invadono la sfera strettamente privata e personale del medesimo contendente, senza tifoseria, tant’è che viene imposta una presenza sugli spalti, che sarebbe poi la piazza, delegando i beneficiati della più sporca legge elettorale dell’Occidente, ad ubbidire agli ordini e trasferirli alle clientele in attesa, a quelli in fase di speranza, a chi ha goduto ma non è sazio, chiamati ad applaudire a comando.
    Intanto emergono i risultati della distrazione dello “Stato leggero” con tutta una serie di truffe miliardarie, di evasioni fiscali, di trasferimenti di capitali in isole felici, che non devono essere identificati come una nuova, e ben più grave, tangentopoli, ma solamente birichinate di pochi e isolati monelli.
    Al termine della campagna elettorale non ci sarà una mano alzata in segno di vittoria, ma dita uncinate che strangolano quello che resta del popolo elettore, non più sovrano dopo che ha “unto” il suo signore e padrone; comunque vadano le votazioni, perché le affermazioni di vittoria non guarderanno agli esiti ma alle ipotesi delle intenzioni.
    In questo match pugilistico dominano i media e l’informazione; in questa non prevale più l’urgenza di affermare le proprie idee ma l’esigenza di sopraffare le idee altrui per non farle nemmeno ascoltare; da ciò deriva la guerra aperta contro l’informazione libera, perché tale non deve essere, potendo solo scegliere tra una fedele interpretazione del pensiero unico che cerca di imporsi o tacere.
    L’opposizione, che dovrebbe rappresentare il secondo contendente del match, manca del supporto logistico di una platea addestrata e addomesticata, mentre serpeggia una diffusa nostalgia della Repubblica dei Partiti, alimentata dalla soverchia prepotenza del partito-azienda che non concede spazi ideali, dibattiti, incontri o scontri, dialettica, argomentazioni, ma un esclusivo dettato che sfiora la religiosità del superuomo che vuole guidare un gregge obbediente, silenzioso, consenziente, e omertoso (quando serve !).
    Non c’è nulla di aspettarsi dalla “creatività italiana”, altrimenti intesa come “arte di arrangiarsi”, perché ormai la nazione si ritrova nel fondo più profondo, dal quale potrà risollevarsi solo in grazia di una restaurazione e di un rafforzamento dell’associazionismo politico, intorno ad un Partito che riesca ad essere se stesso e non una rabberciata e occasionale accozzaglia di soliti noti che attendono l’occasione propizia.
    La barbarie di questa campagna elettorale documenta l’impotenza, la rinuncia e l’ostilità a darsi delle regole, mentre una supplenza, da parte della magistratura, cerca di dettarle nella forme di interprete; ma tutto ciò non ha fatto altro che logorare la corda che la stessa barbarie, ora, minaccia di rompere.

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