Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Mostra Michele Zaza

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2010

Roma fino al 31 Marzo Via S. Francesco di Sales 86 Fondazione Volume. “Universo rivelato” è la conoscenza dell’essere nel mondo. Tutte le cose del mondo esistono dentro di me, e tutte le cose che abitano in me esistono nell’universo. Non esiste una separazione tra me e le cose più vicine, come non esiste una distanza tra me e le cose più lontane.La trasfigurazione del corpo e la trasformazione dello spazio “rivelano” un cosmo materiale e psichico. Un cosmo dove si sedimentano segni e simboli – le molliche di pane e il colore del cielo, le forme plastiche e i gesti del corpo nei video. Un processo di visione onirica, che, iniziato in precedenza quale “Universo estraneo” (presso Lucio Amelio, Napoli 1976), appare qui sviluppato nelle sembianze di un habitat umano trasformabile, capace di rigenerare l’invisibile quanto il potenziale visibile.  La mia ipotesi di centralità/totalità mi permette di concepire una rappresentazione che metta insieme terra, cielo, uomo, coscienza. La coscienza diviene il filo conduttore di una configurazione ideale del mondo a partire dal suo naturale fondamento antropologico. Una sorta di paradiso perduto dell’infanzia e della bellezza che trascenda gli ambiti della morale e della sociologia. Una favola antropologica rivelata e ritrovata che porta l’essere oltre se stesso. Nell’Universo rivelato la rappresentazione della molteplicità dell’essere è percorribile.  La materia supera la corruttibilità sensibile per farsi elemento del cosmo, in virtù del fatto che tale rappresentazione non è la mimesi del visto e del vissuto, ma del pensato” (Michele Zaza in sintesi)
La Fondazione nasce nel 1997 come associazione culturale no profit. Lo spazio, una ex vetreria, nel cuore di trastevere, è diventato in breve tempo,  con il sostegno di un gruppo di intellettuali romani, un laboratorio di idee, proponendo  un progetto insolito e inclassificabile: dare agli artisti la possibilità di considerare lo spazio  come un corpo vivo,con le sue pecularietà, la sua storia,la sua versatilità, poter ripensare  lo spazio modificandolo in modo da farlo diventare parte del lavoro, creando ogni voltaqualcosa di diverso che possa stimolare nello spettatore emozioni sempre nuove. (zaza)

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