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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

I neolaureati in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2010

Il XII Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati italiani che, come ogni anno, è disponibile on line per ogni Ateneo ha messo in luce alcuni aspetti che vanno posti in evidenza. Questo rapporto ha coinvolto oltre 210mila laureati di 49 Università italiane aderenti ad AlmaLaurea da almeno un anno, tra cui l’Università di Parma (oggi gli Atenei aderenti sono diventati 60). Il primo dato, che è emerge nel caso specifico dell’università parmense, è negativo in quanto è sensibilmente in crescita la disoccupazione rispetto all’anno precedente non solo fra i laureati di primo livello (dal 16,5 al 22%), ma anche fra i laureati specialistici biennali (dal 14 al 21%). Inoltre, il livello di lavoro stabile si contrae ulteriormente, così come il livello delle retribuzioni. E l’andamento negativo si conferma anche nel medio periodo, a tre e a cinque anni dalla laurea.
I NEOLAUREATI DI PRIMO LIVELLO DI PARMA ALLA PROVA DEL LAVORO
Relativamente all’Ateneo di Parma, l’indagine ha coinvolto i 2.495 laureati di primo livello dell’intero anno solare 2008 dell’Ateneo di Parma, intervistati nel 2009, a un anno dalla laurea.
Nonostante il tasso di risposta molto elevato (arriva al 92%), rimane ancora oggi molto complesso stabilire le tendenze del mercato del lavoro basandosi sul collettivo dei laureati di primo livello.
Questo essenzialmente per due ragioni: in primo luogo manca la possibilità di un’analisi nel medio e lungo periodo, e poi perché si tratta di giovani che nella maggioranza dei casi continua gli studi, rimanda cioè al post-laurea di tipo specialistico il vero ingresso nel mondo del lavoro (desiderio di approfondire la propria formazione o difficoltà nel trovare un impiego?). Quest’ultima osservazione è vera anche per i neolaureati di primo livello dell’Ateneo di Parma: 60 su 100 continuano la formazione con la laurea specialistica, poco più della media nazionale (57%).
I dati AlmaLaurea sui laureati di primo livello dell’Ateneo di Parma evidenziano inoltre che:
• Gli occupati neolaureati sono 45 su cento, un valore leggermente inferiore alla media nazionale (46%). Tra gli occupati, il 30,5% è dedito esclusivamente al lavoro, il 15% coniuga la laurea specialistica con il lavoro.
• Continuano gli studi 60 laureati su cento: il 45% è impegnato esclusivamente nella laurea specialistica, mentre, come si è detto, poco più del 15% studia e lavora.
• Sette laureati di primo livello su cento – la media nazionale è del 9% – non lavorando e non essendo iscritti alla laurea specialistica, si dichiarano alla ricerca di lavoro.
• Il lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo) coinvolge, a un anno dalla laurea, 37 laureati su cento di primo livello di Parma (la media nazionale è del 42,5%).
• Il lavoro atipico (contratti a tempo determinato, collaborazioni, ecc…) coinvolge 46 laureati su cento dell’Ateneo di Parma (la media nazionale è del 40%).
• Il guadagno (sintesi tra chi lavora esclusivamente, la maggioranza, e chi studia e lavora) si attesta su valori di poco inferiori alla media nazionale: a un anno dalla laurea i laureati di primo livello dell’Università di Parma guadagnano 1.011 euro contro i 1.020 del complesso dei laureati. Le laureate dell’Ateneo di Parma, come avviene a livello nazionale, risultano penalizzate: guadagnano 940 euro mensili netti contro i 1.110 degli uomini.

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