Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

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Grido d’allarme dei nomadi del Sahara

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 marzo 2010

La mancanza di pioggia e la conseguente carestia minaccia oltre dieci milioni di allevatori e contadini del deserto del Sahel. Particolarmente colpiti saranno 7,8 milioni di persone del Niger, due milioni di abitanti del Ciad, 500.000 Tuareg e altri nomadi del Mali nordorientale. Il culmine della catastrofe della carestia è attesa per giugno. I rappresentanti dell’organizzazione di allevatori Billital Maroobé si sono rivolti con un appello urgente ai presidenti africani che domani parteciperanno al vertice dei paesi del Sahel a N´Djamena (Ciad). Nella lettera aperta inviata ai politici, essi dichiarano che gli allevatori non sono più in grado di nutrire le mandrie e si vedono costretti a vendere gli animali a prezzi irrisori. Gli allevatori non solo hanno bisogno di aiuti alimentari, ma anche di un sostegno a lungo termine per il mantenimento del loro bestiame. I Tuareg, i Peulh, i Toubou, i Bella e molti altri gruppi etnici che da secoli sopravvivono nel deserto del Sahel sono ora gravemente minacciati dalla fame. Nonostante le difficili condizioni di vita, questi popoli hanno sempre saputo adattarsi ai cambiamenti naturali ma la velocità dei cambiamenti climatici e delle conseguenti condizioni di vita non permette loro di sviluppare adeguate strategie di adattamento. Il mancato raccolto costringe semi-nomadi e contadini a vendere il proprio bestiame per poter acquistare alimenti. Ma la macellazione in massa del bestiame e/o la moria degli animali per mancanza di pascoli mette in serio pericolo tutte quelle popolazioni per cui pecore, capre, mucche e cammelli rappresentano la base alimentare e da cui non ricavano solo carne, ma anche latte, burro e formaggi. Attualmente circa 50 milioni di nomadi e circa 200 milioni di semi-nomadi vivono dell’allevamento di bestiame nelle zone aride dell’Africa orientale e nordoccidentale, ma la mancanza di piogge crea crescenti problemi di rifornimento anche nelle zone settentrionali del Burkina Faso e della Nigeria. La carestia del 2005 aveva sterminato centinaia di migliaia di capi di bestiame in Niger e Mali, con conseguenze tragiche per circa 3 milioni di nomadi. L’attuale carestia colpisce non solo le popolazioni nomadi ma anche i contadini che lamentano una riduzione dei raccolti del 30% circa. Molti abbandonano la propria terra per cercare lavoro nei paesi vicini, dove la situazione però è altrettanto tragica.

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