Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Sovraffollamento carcerario

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2010

“La situazione di sovraffollamento carcerario rischia di diventare uno strumento di stabilizzazione anche da parte della criminalità organizzata che, in modo nascosto, è in grado di approfittare delle tensioni e di stimolarle per collassare il sistema penitenziario, che è fragile, perché senza mezzi, poliziotti, educatori, risorse finanziarie. Tanto più sarà in crisi il presidio di legalità e sicurezza che il carcere rappresenta, tanto più la criminalità organizzata potrà strumentalizzare tale disagio e rafforzarsi. Un reale ostacolo alla criminalità organizzata può opporsi solo investendo adeguate risorse finalizzate al rafforzamento dei presidi di legalità: condizione essenziale è allora una maggiore presenza dello Stato sul territorio, attraverso le Forze dell’Ordine, tutte le forze di polizia, anche penitenziaria, perché la criminalità organizzata non vive solo nella società libera ma esiste ed agisce anche nelle carceri, dove recluta, istruisce, progetta e ordina.” E’ l’impietosa analisi contenuta nella relazione del Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Donato Capece, Organizzazione che sta svolgendo ad Abano Terme i lavori del suo 21/mo Consiglio nazionale. Nell’ambito del Piano carceri, il SAPPE ribadisce la necessità di un arruolamento immediato di almeno 2.000 unità, a fronte delle circa 6.000 unità che mancano, significando, inoltre, di utilizzare strutture ex mandamentali, che sarebbero già allestite e arredate ai fini di un proficuo utilizzo. E suggerisce una soluzione alternativa per per l’edilizia penitenziaria: “Parliamo di  un progetto “modulare”, vale a dire un edificio in acciaio, con grandi capacità di resistenza agli agenti atmosferici, agli attacchi chimici o ad altri processi deteriorativi, che può essere sopraelevato senza particolari misure strutturali e con costi competitivi e tempi di esecuzione estremamente rapidi. Si tratta di edifici con 600 posti letto costruibili  in quattro mesi,  con un costo inferiore ai 20 milioni di euro, e posti in opera in soli 7 mesi. Anche questa potrebbe essere una prima rapida soluzione per deflazionare le affollate carceri italiane”

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