Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

I giovani e il processo democratico

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2010

L’On.Antonio Razzi, deputato dell’IDV, interviene alla 122° Assemblea dell’Unione Interparlamentare di Bangkok, in Thailandia, sul tema della partecipazione dei giovani al processo democratico. Con il termine democrazia, afferma l’On.Razzi, non si può intendere meramente la possibilità di fruire del proprio diritto di voto, è assolutamente necessario che in essa ci sia partecipazione soprattutto per i giovani. La partecipazione è un diritto fondamentale per tutti ed in maniera particolare per le nuove generazioni che hanno diritto di esprimere il proprio punto di vista su tutti i problemi che li riguardano. Un tale reale coinvolgimento porta a migliori decisioni e produce migliori effetti per la Società ed in secondo luogo accresce in loro capacità e autostima. In Italia come in altri Paesi urge il bisogno di coinvolgere i giovani nella pratica politica del dialogo con i governi locali. La gioventù è comunemente associata alla crescita, al progresso, alle scoperte.Un qualsiasi progetto politico che debba rispondere ai giovani, deve condividerne i bisogni e le idee essenziali.  Da questi scaturisce il modo con cui i giovani interpretano il mondo che li circonda e con cui riconoscono i loro bisogni e inventano i loro desideri. Solo prendendo in considerazione il sistema dei valori condiviso dalla popolazione giovanile, i loro orientamenti verso il futuro, le loro scelte e strategie occupazionali, si potrà arrivare ad un corretto processo democratico.  I livelli di partecipazione giovanile devono riguardare tutti i settori, la fruizione del loro tempo libero. L’odierna condizione giovanile è spesso caratterizzata da rarefazione e precarizzazione del lavoro con una esperienza di crescente instabilità e flessibilità che si ripercuote su tutta la vita dei giovani. Affinchè i giovani possano partecipare attivamente al processo democratico, essi devono essere inseriti nel  contesto sociale, lavorativo  e valoriale sentendosi  responsabili del bene comune e della vita collettiva. Bisogna coinvolgerli, conclude l’On.Razzi, anche nei processi decisionali in modo tale da poter sviluppare in loro maggior  senso civico, maggiore responsabilità sociale e approfondita conoscenza del funzionamento dello Stato.

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