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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Berlusconi “mangia benissimo” ma digerisce male

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

Con questa battuta potremmo definire l’ultimo incontro Berlusconi – Fini e una sorta di “ultimatum” espresso da Fini sulle scelte politiche del cavaliere. Il problema era noto. Fini è stato da tempo critico sulle strategie del Pdl che, a suo avviso, tendono ad essere condizionate dal suo alleato leghista. Ma gli argomenti di Fini nascondono anche un altro aspetto che riguarda il “dopo Berlusconi” proprio nel momento in cui lo stesso Bossi rivendica il diritto del suo partito ad avere una candidatura per la stessa successione a Berlusconi alla presidenza del consiglio dei ministri. La Lega è, indubbiamente, un alleato prezioso e i suoi consensi elettorali alle regionali pongono il partito in una posizione di vantaggio non da sottovalutare anche perché mostra d’espandersi oltre il Nord Italia. Basti pensare che in Toscana ha raddoppiato i consenti, in Emilia li ha triplicati, e già parla di una candidatura di un leghista a sindaco di Napoli. In questo modo i due “cavalli di razza”, per dirla con il linguaggio democristiano degli anni sessanta, Fini e Casini si troverebbero spiazzati da un nuovo organigramma che Bossi e Berlusconi avrebbero stilato in questi giorni e che prefigurano altri nomi alla guida del paese sia per le presidenze dei due rami del parlamento, sia per quella del presidente del Consiglio e della Repubblica. Lo stesso Berlusconi sembra già aver avviato la “campagna elettorale” per la sua candidatura alla presidenza della Repubblica con il voto plebiscitario che già pensa d’ottenere dagli italiani con l’elezione diretta del capo dello stato. Se poi la riforma costituzionale non sarà possibile si pensa come candidato del Colle a Gianni Letta e a Tremonti presidente del Consiglio, quest’ultimo papabile in ogni caso. Se queste sono le premesse Fini non sembra avere molto tempo per fare delle scelte che mostrino la sua capacità di riaffermare la sua leadership o nel Pdl o con un nuovo movimento. Nello stesso tempo non può alienarsi del tutto l’amicizia con la Lega ma, semmai, convincere i “delfini” di Bossi che è giunto anche per loro il momento di svezzarsi e di camminare con i loro piedi. Ma ce anche chi pensa che sia tutta manovra solo per contare di più nella gestione del Pdl nelle aree del Nord Italia. Certo che è questione di giorni per capire se è solo un braccio di ferro per ottenere più potere o l’intenzione è seria e si andrà ad una rottura sia pure non traumatica come paventa il presidente del Senato con la sua idea delle elezioni anticipate se si matura la rottura con Fini.

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