Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Internati militari italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

Milano 20 Aprile 2010 alle ore 21,00 Via Sansovino, 9 nella sede del Consiglio di Zona 3 l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia nel 65° Anniversario della Liberazione (1945-2010) si terrà un incontro sul tema: “La Resistenza dei militari italiani deportati nei lager tedeschi dopo l’8 Settembre 1943” Interverranno: Giorgio Rochat, docente di Storia Contemporanea all’Università di Torino; Lodovico Cesati, ex Internato Militare (IMI); Claudio Sommaruga, ex Internato Militare (IMI), deportato politico e  ricercatore storico delle Associazioni Reduci Coordina: Roberto Cenati, Vice-Presidente Anpi Milano. Nel settembre 1943 vennero catturati e disarmati dai tedeschi oltre un milione di soldati italiani, che si trovavano in patria o all’estero, tra Iugoslavia, Francia, Albania, Grecia e isole dell’Egeo. Di questi più di 600.000 mila finirono nei lager di prigionia tedeschi: 13 per gli ufficiali e 57 per sottufficiali e soldati. Il regime nazista non considerò mai i nostri militari catturati come prigionieri di guerra, ma li classificò subito come IMI (internati militari italiani): come tali furono obbligati al lavoro forzato e sottratti alla possibilità di controllo della Croce rossa internazionale e alla tutela della Convenzione di Ginevra del 1929, sottoscritta anche dalla Germania, che prescriveva un trattamento umanitario. Durante l’internamento nei campi i nostri militari furono incessantemente invitati, in cambio della loro liberazione, ad arruolarsi nelle forze armate tedesche e soprattutto nelle forze armate della Repubblica sociale italiana. La stragrande maggioranza degli internati si rifiutò, opponendosi a qualsiasi collaborazione e rassegnandosi alla prigionia nei lager, in tragiche condizioni di vita. La resistenza nei lager è costata, come risulta dagli stessi registri dei decessi compilati dai tedeschi in ogni campo di prigionia, il sacrificio di 78.216 caduti. (http://www.anpi.it/militari/imi.htm)

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