Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Fini-Berlusconi: una partita di basso profilo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2010

Editoriale fidest. Non credo su quanto i politici ci propinano con la cassa di risonanza dei media riguardo i contrasti tra Fini e Berlusconi. Esistono tre facce dello stesso problema: ciò che è, ciò che ci appare e ciò che si percepisce. C’è chi sullo sfondo continua a “dare spettacolo” per concentrare su di se le luci della ribalta, attrarre i curiosi e suscitare dibattiti che fanno girare i motori della proposta politica a folle. Le poche cose certe è che già da qualche anno si sta celebrando nei palazzi del potere il post-berlusconismo e il candidato naturale, cofondatore del Pdl, non può non essere che Gianfranco Fini. L’aver accettato, tuttavia, la presidenza del Consiglio può avergli dato più prestigio e una tribuna autorevole per le sue esternazioni, ma per un altro verso è diventato, politicamente, un handicap. Gli ha permesso di acquistare crediti nei riguardi delle opposizioni, d’indicare una linea di comportamento “più istituzionale” e più rispettosa delle regole a differenza del Presidente del Consiglio, ma non ha sgomberato il terreno dalla “famelicità” di quelli che sono stati i suoi luogotenenti e che oggi si risvegliano con la vocazione del leader maximo o del servus servorum dei. Vi è poi un “alleato” la Lega che già pensa ad un suo uomo per la presidenza del Consiglio e scontentarla può diventare un rischio fatale per la tenuta della coalizione. Forse per questo motivo Fini ha cercato altre alleanze con l’Udc di Casini, lo stesso Francesco Rutelli e si dice con Montezzemolo. Per quanto ne sappiamo la trattativa si è arenata perché, sia pure con motivazioni diverse, preferiscono stare alla finestra per vedere come vanno a concludere le cose e se Fini riesce realmente a dimostrare d’avere un seguito e una possibilità di trasformarsi in un interlocutore credibile, ovvero mostrando di avere i numeri, quelli che contano. Alla fine ciò che è lo sanno solo i diretti interessati ma si guardano bene dal disvelarlo. Quello che appare e si percepisce è un qualcosa che ci lascia solo sconcertati poiché si fa un gran clamore sulle poltrone ma si finisce con l’allontanare sempre di più gli elettori dalle urne poiché manca a questi politici il senso dello Stato, la visione dell’interesse generale del paese che deve affrontare una crisi dove si continua a privilegiare chi già ha e a penalizzare chi non ha. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Una Risposta a “Fini-Berlusconi: una partita di basso profilo”

  1. Rosario Amico Roxas said

    Il premier: garantire governabilità o si va al voto.
    (Il Messaggero del 22 aprile)
    *************
    E’ il solo cruccio del cavaliere: la governabilità, cioè la possibilità di fare e disfare a suo piacimento; legiferare senza controllo, senza opposizione, senza dibattito: tutti appecoronati ai suoi impotenti piedi, silenziosi, sorridenti, acquiescenti, o, al massimo, neutrali.
    Fin ora è bastato porre la fiducia per tacitare le flebili voci che provenivano dall’opposizione, con la presa di posizione di Fini porre la fiducia diventa un rischio, viene paventato il “rischio boomerang”, di gran lunga più pernicioso della nota “duomata”.
    Allora ipotesi di elezioni anticipate, per ripulire il gruppo dei dubbiosi, anche se hanno giurato fedeltà alla loro poltrona.
    L’arringapopolo cerca la governabilità per operare secondo sondaggi e secondo interessi personalissimi; è lo statista che insegue e cerca di perseguire il “buon governo”, ma di statisti non se ne vede neanche l’ombra, anzi… ne abbiamo anche dimenticato la dimensione.
    L’arringapopolo guarda all’immediato presente seguendo i sondaggi per carpire i consensi; lo statista guarda al futuro, alle prossime generazioni, capace di assumere decisioni impopolari, ma necessarie.
    Il primo si circonda di consenzienti complici, il secondo cerca le competenze.
    Così godiamoci quest’arringapopolo seduti sul greto del fiume, chissà che non abbocchi qualche trota; prima o poi arriverà, dovrà pur arrivare uno statista.
    Adda passà a nuttata !!!!

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