Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

La grande speranza dei siciliani

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

Di Rosario Amico Roxas. Quando le speranze si arenano nelle contraddizioni, allora vola la fantasia, travestita da speranza; è il caso della Sicilia e dei siciliani, ormai dediti più alle fantasiose elucubrazioni che all’analisi delle concretezze; la fantasia ci porta lontano, verso miti che appaiono all’orizzonte  e che  l’assenza di speranze trasforma in certezze Accendiamo debiti a go-gò, da rimborsare entro il 2025; ulteriori debiti da rimborsare quando si può…. il tutto per materializzare un benessere che non c’è se non in una  ben alimentata finzione scenica.  Ci hanno illuso per decenni con il meridionalismo, trasformato in una riserva di pesca dove la licenza veniva rilasciata proporzionalmente al peso specifico del curriculum penale. Il meridionalismo ha spostato i suoi paralleli, diventando un attivissimo “meridionalismo europeo”, che fornisce tutti i privilegi al Meridione d’Europa, che si ferma nella sponda Sud del Po, mentre il vero meridione d’Italia  si rifiuta di capire il suo vero ruolo,  che è quello di ammortizzatore culturale, sociale, economico e politico  del grande “lago” del Mediterraneo, che unisce i popoli di tre continenti. L’ostracismo dei “meridionali d’Europa” è dovuto al tentativo di esorcizzare l’integrazione su base mediterranea, che li vedrebbe esclusi da tutti i circuiti: ai margini, già oggi, dell’Europa, diventerebbero estranei alla centralità mediterranea. Si è anche parlato di un Partito del Sud, avulso e staccato dai partiti, i cui esponenti bivaccano a Roma tra palazzo Ghigi e palazzo Grazioli, con puntate alla Certosa  e, per i più fedeli, anche una gita  ad Arcore. Ma questo partito del Sud è fallito prima di iniziare anche a far sperare, perché a proporne la formazione è quello stesso Miccichè che mantiene ferma e solida la sua fedeltà al cavaliere dei palazzi su citati; si trasforma, così, in un novello cavallo di Troia, che esclude dalla finestra i partiti, per farli rientrare dal portone principale. Ma il siciliano sa di avere il famoso asso nella manica, per cui non teme il futuro e non teme neanche i debiti da rimborsare entro il 2025; a fornire certezze non sono speranze legate agli uomini, ma ipotesi legate ai miti. Gli aztechi, ormai da secoli, secondo le alchimie del loro perfettissimo calendario, hanno previsto la fine del mondo nel dicembre  2012; è controversa la data esatta, perché varia tra il 12 e il 22 di quel dicembre, ma l’anno è certo…. E allora perché mai temere il futuro ?   Ci diverte, anzi, l’attesa dei nostri creditori, che resteranno: curnuti e mazziati ! (Rosario Amico Roxas)

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