Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Atti vandalici all’albero della Memoria a Palermo

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2010

“Uno scempio morale, un oltraggio alla memoria, uno sfregio per l’intero Paese”. Con queste parole Franco Maccari, il Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – commenta la notizia circa gli atti vandalici perpetrati ai danni dell’albero della Memoria che ricorda, a Palermo, il sacrificio del Giudice Falcone e degli Uomini della sua scorta. Ed il Segretario Generale del Coisp, il 23 maggio, giorno della strage, sarà proprio nel capoluogo siciliano per ricordare quei tragici eventi. “Evidentemente qualcuno – dice Franco Maccari – ha pensato che con un gesto stupido e arrogante si potesse cancellare l’esempio di Uomini il cui sangue scorre ancora nelle vene di quelle persone coraggiose, come i Poliziotti e tutti gli Operatori delle Forze dell’Ordine, che quotidianamente si battono per sconfiggere il potere di una malavita organizzata che uccide senza pietà”. “Ma sbaglierebbe – continua il leader del Coisp – chi pensasse che il male e l’illegalità siano solo quelli con pistole e fucili alla mano. Purtroppo l’illegalità è una condizione diffusa che si annida negli uffici, in una parte della politica e in quelle pieghe malate di una burocrazia che non minaccia con le pistole ma con le penne”. “E questo il Giudice Falcone – dice sempre Maccari – lo aveva capito bene già vent’anni fa quando la sua lotta era indirizzata non solo al braccio armato della malavita organizzata, ma anche a quella mafia dai colletti bianchi che in questi anni, in Sicilia, come in Calabria e in Campania, ha fiancheggiato e foraggiato la malavita con atteggiamenti più o meno palesemente accondiscendenti”. “Il gesto sconsiderato di qualche vile delinquente – conclude il Segretario Generale del Sindacato Indipendente di Polizia – non cancellerà quanto Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, gli Uomini della scorta e le Forze dell’Ordine hanno fatto e continuano a fare a Palermo e in Sicilia”.

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