Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Fratture vertebrali oncologiche

Posted by fidest press agency su martedì, 4 Maggio 2010

Le fratture vertebrali dolorose da compressione rappresentano uno dei maggiori fattori invalidanti in alcune patologie ematologiche e oncologiche, come il mieloma multiplo e le metastasi vertebrali dovute a neoplasia del polmone, della mammella, della prostata, del colon, dell’esofago, dell’utero e dell’osso stesso.  Le conseguenze di queste fratture sono molteplici: oltre al dolore vertebrale e la disabilità, i pazienti soffrono anche di ridotta mobilità e dell’insorgenza di deformità spinali come cifosi e scoliosi. Il trattamento finora utilizzato prevedeva l’immobilizzazione forzata del paziente con impiego di busto, radioterapia, assunzione di notevoli dosi di farmaci antidolorifici ed eventuali interventi di stabilizzazione vertebrale estremamente invasivi. L’equipe del Prof. Angelo Lavano, in collaborazione con le Unità Operative di Neuroradiologia diretta dal Prof. Kurt Pardatcher, di Anestesia diretta dal Prof. Ermenegildo Santangelo e di Oncologia diretta dai Professori Piersandro Tagliaferri e PierfrancescoTassone, ha completato a Febbraio 2010 uno studio partito nel 2007 su 49 pazienti con fratture vertebrali derivanti da patologie onco-ematologiche, che ha confermato la validità del trattamento.
La cifoplastica con palloncino è un intervento della durata di circa mezz’ora che viene eseguito in anestesia locale o generale, a seconda del paziente. Dopo l’intervento, il paziente rimane in osservazione per qualche ora, mentre i suoi sintomi dolorosi scompaiono nell’immediato. I vantaggi correlati a questa tecnica chirurgica sono numerosi: dalla rapidità con cui viene restituita la mobilità al paziente, ai notevoli risparmi economico-sociali rispetto alle cure tradizionali. Vengono infatti evitati i costi di ospedalizzazione, riabilitazione e cura farmacologica del dolore.
Il Prof. Giovanbattista De Sarro,  Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo “Magna Graecia” di Catanzaro, ha tenuto a precisare con soddisfazione che, interventi di questo tipo non possono che portare ad un progressivo sviluppo della ricerca scientifica in campo universitario e della sanità in Calabria.

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