Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Medicina estetica a congresso

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 Maggio 2010

Roma  7 maggio 2010 – ore 12,00 ‘Rome Cavalieri’ – via Cadlolo, 101 XXXI° presentazione in conferenza stampa del Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME) Relatori:  Carlo A. Bartoletti  Presidente SIME, Emanuele Bartoletti Segretario generale SIME Nicolò  Scuderi  Dir. Cattedra Chirurgia Plastica e Ricostruttiva – Univ. ‘La Sapienza’  Magda Belmontesi Dermatologa, docente della Suola  Internazionale di Medicina Estetica  Fulvio Tomaselli    Coordinatore del servizio di Oncologia, dell’Ambulatorio Medicina Estetica, Osp. Fatebenefratelli Isola Tiberina – Roma, Nadia Fraone   Vicedirettore della Suola Internazionale di  Medicina Estetica Nel corso della conferenza saranno trattati i seguenti argomenti: Il Decalogo della sicurezza – per medici e pazienti – in medicina estetica Il Body Conturing dalla A alla Z I trattamenti per il volto: dalla tossina botulinica agli ultimi filler  Il punto sui trattamenti per la Cellulite Fattori di crescita piastrinici in medicina estetica La bellezza nel piatto, dagli alimenti ai supplementi Al via la sperimentazione clinica ospedaliera in medicina estetica Calvizie al femminile La medicina estetica nella terza età.qui

4 Risposte a “Medicina estetica a congresso”

  1. […] Pubblicato da fidest su venerdì, 7 maggio 2010 Roma Cavalieri dal 7 al nove maggio 2010 via Cadiolo 101 all’egida del tema di sicura presa e di grande attualità in “Bellezza in sicurezza. E’ l’estetica del futuro” sono iniziati i lavori del XXXI congresso nazionale dei duemila e oltre medici estetici provenienti da ogni parte del mondo. Il tutto ha avuto inizio, nella mattinata del sette, con una affollata conferenza stampa in una sala dell’Hotel Rome Cavalieri e alla presenza del padre fondatore del Sime Carlo A. Bartoletti e in qualità di relatori il figlio e segretario generale Sime Emanuele, dell’inossidabile prof. Nicolò Scuderi direttore della cattedra di chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Università “La Sapienza” di Roma, della dermatologa e docente del Sime Magda Belmontesi, di Fulvio Tomaselli  coordinatore del servizio di oncologia dell’ambulatorio di medicina estetica dell’Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina, Roma e di Nadia Fraone vicedirettore del Sime. Nella storia della medicina romana questo appuntamento è diventato, nel corso degli anni, un fiore all’occhiello di una medicina che cura il corpo ma si alimenta del suo spirito. Lo fa con grazia e delicatezza e con un profondo rispetto per gli elementi che compongono il corpo umano  e nel suo inevitabile declino fisico offre non una soluzione di eterna giovinezza ma l’uso  di “tecniche sempre più  sofisticate ed efficaci per rallentare il passare del tempo. Ma in totale sicurezza sia nelle tecniche che nei prodotti, senza correre il minimo rischio.” Ogni anno che passa sembra impossibile che vi possano essere novità di rilievo nel campo della medicina estetica eppure, sia pure a piccoli passi, si fanno avanti prodotti e metodiche sempre più efficaci e sicuri per la correzione degli inestetismi e in tema di body conturing. Ma a questo riguardo, ci tiene a precisare nel suo intervento il presidente della SIME Carlo A. Bartoletti – sono seguiti con molta attenzione anche i focus sui fattori di crescita piastrinici, sul confronto tra i diversi sistemi di trattamento della pannicolopatia-edemato-fibro-sclerotica (PEFS) e della cellulite, come anche il punto sulla cura della calvizie femminile piuttosto che delle diverse metodiche per affrontare la medicina estetica della terza età”. Un tema cui i medici della SIME tengono molto è quello della diagnostica in medicina estetica: “La nostra società e la medicina estetica ufficiale hanno da sempre esortato il paziente che si rivolge al medico estetico ad effettuare approcci diagnostici importanti – ammonisce Emanuele Bartoletti, Segretario Generale della SIME – proprio per questo abbiamo pensato ad una sessione speciale nell’ambito del congresso, in cui vengono presentate tutte le nuove metodologie che sono applicate nello studio medico–estetico della pelle. Si tratta di una serie di indagini che consentono al medico di sviluppare una maggiore coscienza critica nella scelta delle procedure di utilizzo. Presupposti indispensabili per qualsiasi tipo di trattamento sono la visita di medicina estetica con le dovute valutazioni e il chek-up della pelle”. (seguiranno altri servizi fidest a latere dei lavori congressuali)qui […]

  2. […] Pubblicato da fidest su domenica, 9 maggio 2010 Roma Cavalieri dal 7 al nove maggio 2010 via Cadiolo 101 XXXI°congresso nazionale dei medici estetici. Incominciamo con il dire che il “grasso in eccesso” può avere due distinti aspetti. L’uno è l’adiposità localizzata e un’altra è la pannicolopatia edemato-fibrosclerotica (PEFS), come si definisce scientificamente la cosiddetta ‘cellulite’. E’ determinata da un’alterazione del microcircolo e dai processi degenerativi che ne conseguono, secondo stadi evolutivi (dall’ 1 al 4). Particolarmente predisposte sono le donne con familiarità per insufficienza veno-linfatica; la razza bianca è più esposta delle altre. Si tratta di due condizioni diverse anche se molto spesso presenti nello stesso paziente. L’adiposità organizzata, a sua volta, è quasi un carattere sessuale secondario femminile che vede l’adipe localizzarsi in alcuni distretti specifici, come la regione trocantere della donna. Nell’adiposità distrettuale, il grasso si deposita in alcune zone ben precise; l’intervento chirurgico di liposuzione può essere in questo caso risolutivo.  Queste due situazioni si diagnosticano facendo una buona anamnesi, con l’esame obiettivo e con un ecografia dell’ipoderma. L’ecografia consente  di distinguere l’ adiposità distrettuale dalla PEFS in uno dei vari stadi evolutivi. Questo ci permette di muoverci in una condizione piuttosto che in un’altra.  Ci sono dei fattori che favoriscono la PEFS, quali le alterazioni posturali, una serie di abitudini scorrette (portare le scarpe troppo alte, portare pantaloni stretti); la stipsi che contribuisce ad alterare il ritorno venoso; errori alimentari (es. un’eccessiva assunzione di sodio), bere alcolici, fumare, aumentare e scendere di peso, le gravidanze. Sono tutte condizioni che favoriscono e aggravano la stasi veno-linfatica e quindi favoriscono ancora di più l’evoluzione verso gradi di PEFS di maggior gravità. Al contrario l’adiposità distrettuale non ne viene influenzata. E’ ovvio, quindi, che queste situazioni vadano affrontate in modo diverso. Nel caso dell’adiposità distrettuale valida e risolutiva è la soluzione chirurgica. Ma ci sono pazienti che preferiscono le metodiche non invasive. Sono tornati di moda dopo un periodo di silenzio tutti i trattamenti a base di ultrasuoni, la cosiddetta cavitazione. Va detto però che allo stato attuale ancora non si dispone di studi scientifici seri in questo campo, che documentino che l’utilizzo di ultrasuoni, anche a bassa frequenza come quelli di ultima generazione, siano realmente utili nel trattamento dell’adiposità distrettuale. Se applico una corrente sulla superficie dello strato adiposo creo, soprattutto se lo infiltro con soluzione fisiologica, facendo cioè la cavitazione con idrolipoclasia, vado a frantumare il tessuto adiposo. Non è ancora chiaro però se questa ‘frantumazione’ possa andare a far danno anche altrove, al di là del tessuto adiposo. Anzi. Questa tecnica non va utilizzata in modo erroneo sull’addome, perché può causare emorragie interne o emorragie uterine. Va fatta da mani esperte, senza improvvisazioni. E’ più che mai necessaria una regolamentazione che sembra purtroppo di là da venire. Si tratta di una tecnica potenzialmente pericolosa.  Gli ultrasuoni sono onde sonore, in questo casa di bassa frequenza (prima si usavano da 1 a 3 Mhz, mentre adesso si usano quelle a più bassa frequenza). La cavitazione è l’effetto provocato dall’onda ultrasonora applicata sui tessuti biologici.  L’infiltrazione di soluzione fisiologica, amplifica l’azione degli ultrasuoni, determinando la ‘rottura’ del tessuto adiposo. Se si utilizza solo l’onda sonora, si ottiene comunque un effetto di cavitazione però molto ridotto rispetto a quello che si può ottenere con il liquido introdotto nella zona da trattare. Le metodiche cercano di essere il meno aggressive possibile perché questo è ciò  che chiede il mercato. Le persone non vogliono tecniche dolorose e quindi la cavitazione con ultrasuoni, può essere per molte preferibile all’idrolipoclasia ultrasonica, anche se meno efficace. La radiofrequenza è un’onda radio che non riscalda la superficie ma il tessuto sottocutaneo; questo determina un’alterazione del tessuto creando una sorta di fibrosi, una contrazione del tessuto che diventa più compatto; questo dovrebbe associare alla riduzione del tessuto anche una maggiore azione tonificante e un ripristino dell’elasticità cutanea. In cosa consiste l’elettrolipolisi associata a mesoterapia? Si tratta della ripresa di una vecchia metodica utilizzata negli anni ‘80. In questo caso di tratta dell’applicazione di onde elettriche per “distruggere” lo strato adiposo. Si tratta di una metodica abbastanza invasiva e dolorosa in quanto fa uso di aghi e onde elettriche.  Nel caso della mesoterapia, che è sempre un evergreen per questa condizione, vengono presentate nuovi principi attivi? Sostanze nuove non ci sono ma stanno venendo alla ribalta le cure omeopatiche. E infine c’è la carbossiterapia… La usiamo da oltre vent’anni, ma all’inizio era vista come una cosa assurda. Oggi sta finalmente prendendo piede, anche se la carbossidoterapia è abbastanza dolorosa; per questo se ne sono in parte appropriati chirurghi plastici, che le propongono magari alla fine di un altro trattamento, dopo aver fatto la liposuzione, o le utilizza su aree di adiposità localizzata che sono rimaste e che non è necessario trattare chirurgicamente. C’è poi l’Ultra-Shape Contour.  Questa macchina, utilizzata da qualche anno, dovrebbe sostituire il trattamento chirurgico dell’adiposità localizzata; emette degli ultrasuoni che focalizzati (più ‘concentrati’ rispetto alle macchine che emettono ultrasuoni) che raggiungono il tessuto adiposo e frantumano le cellule adipose. Il manipolo dell’Ultra Shape, rispetto al manipolo degli ultrasuoni effettua contemporaneamente anche una sorta di massaggio.  E a proposito di massaggi, “per combattere la cellulite ci sono anche le tecniche del massaggio microalveolare, dall’Endermologie alla vibrator stimulation. Vi sono, ovviamente, anche le creme, ma sia chiaro da sole non possono risolvere i problemi, ma possono senz’altro migliorare la superficie cutanea. Inoltre permettono alle persone di avere un contatto con il proprio corpo, con la propria fisicità”.qui […]

  3. […] […]

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