Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

“Nothing to lose” art-show

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Mag 2010

Milano Via Assab 1, “Nothing To Lose” art-showBiokip Gallery presenta: “Nothing to lose” art-show Maggio 2010 @ s.e. Assab One  L’insoddisfazione, l’ansia ed il malcontento che ci tengono compagnia oggi, figli dell’incertezza come unica certezza, non sono poi così diversi da quelli che hanno portato i giovani di un paio di generazioni fa a “fare il ‘68”.  In fondo, il mondo che si cercava di ri-costruire nel ’68 era basato su ideali e valori così solidi da rasentare l’utopico ma, a piantargli gli occhi dritti negli occhi a quel mondo ora, si fissa una realtà in cui davvero pochi se la cavano. Gli squali hanno ancora più fame di prima, il numero di pesci piccoli cresce giorno su giorno (come la sfiducia nel sistema); forse forse qualcosa è andato storto, e in più ci si aiuta di meno, ci si conosce di meno, ci si sorride di meno. Insomma, l’attuale situazione sociale sembra un flash-back del ’68: essere è avere, volere il potere, l’infinito finito di un trito dovere. I giovani del ’68 assomigliano ai giovani d’oggi, invischiati tra nepotismi, spintarelle, raccomandazioni e favoritismi vari, ma decisi e pronti a muoversi per cambiare le cose, che così non va, che così non si può.  Lo scopo della Biokip Gallery è di incanalare questo fermento così energico (senza prediche e sofismi, ma con ironia e complicità) nella retta via, quella scomoda e difficile, ma l’unica coerente e costruttiva.   La nuova esposizione della Biokip Gallery “Nothing To Lose” non vuole essere una vuota critica contro chi “ha fatto il ‘68”, né vuole generalizzare o banalizzare la generazione in questione. La coerenza, l’impegno, la voglia di fare-cambiare, l’energia creativa di certe persone (quelle che davvero “hanno fatto il ’68, protagoniste di rivoluzioni umane e culturali) sono solo da rispettare e da ammirare.   Piuttosto, ”Nothing To Lose” sarà una sorta di déjà vu creativo, un sogno rivelatore, oppure una “post eventum”, ma soprattutto l’invito, a tutti i giovani e non, di prendere solo il meglio del ’68 (che di buono ce n’è stato) per non ricommettere gli errori di ieri, così che oggi si possa sul serio cambiare il domani. In fin dei conti, sarà un inno alla speranza, una speranza ribelle e rumorosa, una speranza che non s’aspetta le cose cambino da sole, ma una speranza che s’ingegna in prima linea per (cercare di) migliorare la società in cui viviamo.
Il linguaggio artistico proprio della Biokip Gallery è una fusione di tecniche e stili differenti che crea un’innovativa armonia creativa. Artisti, grafici, illustratori e street-artist, fotografi e video-maker dai più disparati retroterra culturali lavorano fianco a fianco, mentre le tecniche di ognuno compensano e completano quelle dell’altro. Il risultato è un “satura lanx” artistico che parla con la voce di video installazioni interattive, papercut, effetti sonori in surround, parole, immagini ed installazioni di altri vari generi. (foto2)

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