Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Consiglieri regionali superpensionati

Posted by fidest press agency su martedì, 18 Mag 2010

“Provo sdegno e rabbia nel sentire che ex consiglieri regionali e assessori percepiscono tutti questi soldi mentre si ipotizza il congelamento della tredicesima per i lavoratori dipendenti con stipendi di appena 1.200 euro al mese”. Questo il primo aspro commento del vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, alla notizia dei lauti vitalizi corrisposti ad ex consiglieri della Regione Lazio. Assegni che vanno da un minimo di 3.200 euro al mese per una legislatura fino ad un massimo di 6.200 euro netti al mese per tre mandati. Cifre che aumentano se, come spesso avviene, queste persone hanno avuto anche incarichi extra. Per usufruirne sono sufficienti appena 55 anni di età, addirittura 50 se si decide di rinunciare a solamente il 5 per cento della cifra.  A ciò va aggiunta l’indennità di fine mandato pari a 10.000 euro lordi per ogni anno passato in Regione, somma alla quale avrebbero diritto anche assessori che non sono mai stati eletti. Tuona l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro: “Uno sberleffo e uno schiaffo in faccia ai tanti salariati ai quali, dopo aver lavorato una vita, vengono chiesti ulteriori sacrifici come ad esempio i pensionamenti posticipati. Le rinunce dovrebbero partire proprio dalle categorie più privilegiate, non da chi non ha molta disponibilità economica. I rimborsi sono troppo elevati, è vergognoso che con una sola legislatura e solo 55 anni di età si possano prendere 3.200 euro netti ed esentasse al mese. Posso comprendere che un vitalizio venga corrisposto a chi non ha altre entrate ma per gli altri è solo un privilegio di tipo borbonico. Ancora più assurdo che, per prendere una pensione così cospicua, non si possa attendere il compimento dei 65 anni di età come avviene per tutti gli altri cittadini. E – puntualizza Tortosa – faccio presente che l’indennità di fine mandato oggi corrisposta anche agli assessori non eletti, non era prevista per questi ultimi nella legge originaria, è stata modificata successivamente. Uno spreco vergognoso e un vero esproprio della ‘casta’ a danno della comunità. Per non parlare poi degli stipendi dei dirigenti e delle ricche ed eccessive liquidazioni di questi ultimi. Mi auguro – conclude Tortosa – che i politici si facciano un esame di coscienza e che vengano ridimensionate cifre ed età pensionabili. Con quale faccia imporre privazioni ai cittadini già strozzati dai debiti quando dall’alto si sperpera denaro per garantire privilegi a chi spesso dispone di altre entrate consistenti? I tagli comincino a farli su di loro, altrimenti non mi stupirei se da un giorno a un altro il popolo iniziasse a fare una violenta rivoluzione”.

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