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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

I° Congresso del Sud: 5 simboli una sintesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Mag 2010

Gaeta (Lt) 19 giugno 2010 dalle ore 11:00 alle 20:30 presso Hotel Mirasole Via Firenze, 5 Antonio Ciano, Francesco Strafalaci, Antonino Calì,  Girolamo Foti, Bruno Mabilia, si presentano uniti per un progetto che ha come comune denominatore la nascita della Confederazione SUD Euromediterranea. Per la circostanza sono stati chiamati a raccolta gli associati, i simpatizzanti, il pubblico delle grandi occasioni poiché l’iniziativa vuole essere tra quelle che lasciano il segno e intendono diffondere un messaggio agli italiani da una forza associativa che parte dalla base, che si nutre delle energie e delle risorse di chi, da tempo, è stato costretto a subire la volontà altrui, ad essere guidato senza un autentico progetto riformatore. Per anni, infatti, siamo stati nutriti dalla retorica dei messaggi mediatici ed ora si presenta l’occasione per riportare la palla al centro dello schieramento politico e per ridare credibilità, rispetto e identità alle istituzioni, per restituire agli italiani la fiducia avvalendosi di una piattaforma innovatrice che si nutre della linfa vitale che percorre le strade, delle nostre città ed è fatta di gente comune, operosa, paziente e generosa. Ma il tempo dell’attesa è oramai scaduto. Non è più possibile restare sull’orlo di un baratro senza ancorarsi a qualcosa di certo, senza avvalersi di un supporto valido per dare stabilità al sistema e, al tempo stesso, offrire al popolo degli elettori l’opportunità di riscattarsi dalla politica degli opportunisti e degli opportunismi, dei clientelismi, dei comitati d’affari e trasformare l’essenza della democrazia, che si avvale della politica, il contenuto che tutti noi attendiamo. Ecco perché le luci della ribalta si accendono su questo congresso animato e suscitato dagli spiriti liberi del Sud ma che si rivolge a tutti gli italiani per cercare di alimentare una certezza di un riscatto nazionale che suona emblematico proprio alla vigilia del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia. Aprirà i lavori il Presidente pro tempore della Confederazione Antonio Ciano dopo i saluti del Sindaco di Gaeta. Seguiranno gli interventi di Francesco Strafalaci (Sicilia Federale) Bruno Mabilia (Alleanza per il Sud) Linda Cottone (Partito del Sud – Alleanza meridionale) Antonino Calì (Movimento per il Sud) Girolamo Foti (MovimentoSUD dei diritti). Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo sarà data la parola ai presenti per poi dare inizio alle operazioni di voto per l’elezioni dell’organigramma della Confederazione. Il giorno successivo gli eletti parteciperanno alla prima assemblea straordinaria.

2 Risposte to “I° Congresso del Sud: 5 simboli una sintesi”

  1. […] Pubblicato da fidest su domenica, 30 maggio 2010 Gaeta 19 giugno 2010 presso Hotel Mirasole congresso della Confederazione SUD Euromediterranea. Il tutto incomincia, probabilmente, con cinque amici che s’incontrano una sera a Palermo in via libertà. Sono, per la cronaca: Francesco Strafalaci (Sicilia Federale), Bruno Mabilia (Alleanza per il Sud), Linda Cottone (Partito del Sud – Alleanza meridionale),  Antonino Calì (Movimento per il Sud),  Girolamo Foti (MovimentoSUD dei diritti).  Hanno in comune la passione per la loro terra e una grande voglia di fare, d’esternare la loro vitalità, di guardare avanti senza timori pensando al futuro delle loro famiglie, dei loro figli, del loro lavoro e del loro paese che incomincia dalla via di una città e si allarga a macchia d’olio dalla propria regione alle altre che compongono l’Italia ora che siamo giunti al giro di boa dei 150 anni dall’unità. Ma per essi non vi è solo gioia di vivere ma anche un filo di amarezza pensando alle cose che non vanno, alle difficoltà che incontrano nel lavoro, nella tutela dei loro diritti, alle carenze assistenziali e alle incertezze previdenziali, dell’istruzione, ecc. E si chiedono: possibile che non possiamo fare nulla per migliorare e migliorarci? Possibile che ci tocca subire e tacere? Possibile che i nostri vicini e quelli più lontani si accontentano di soffrire o di arrangiarsi e non sanno fare altro? Possibile che il nostro futuro lo costruiamo sulla sabbia? E allora questi cinque si guardano negli occhi e sfidano lo sconforto che sopravanza e in un moto di ribellione pensano di offrire ai loro amici, alle loro famiglie, a tutte le donne e gli uomini di buona volontà una occasione per ritrovarsi, per esorcizzare la rassegnazione, per alzare fieri la testa e guardare dritto davanti a sé per indicare una strada, per farsi alfieri di una avventura, quella di un movimento nato per tracciare un solco, seminarvi il frutto del loro entusiasmo, coprirlo con amore e vigilare che germini la spiga e che essa sappia crescere sempre di più tra la gente, che dia ad essa più di una speranza, una certezza che la politica costruita con gli uomini e le donne giusti possa essere riscattata al bene. Forse è un’utopia. Ma quante utopie hanno fatto parte della storia e hanno costruito una società del cambiamento? Tante, tantissime. Se sono crollate non è stato certo per colpa dei loro ideatori ma per le debolezze umane dei loro eredi. E’ questa la vera insidia. Ora si tratta di dare alle persone che vi credono la forza dei numeri poiché in una democrazia quella che vale è il consenso e il consenso può venire se il messaggio è chiaro, forte e determinato. E allora nel futuro si parlerà di quei piccoli uomini che una sera di primavera, in una strada del mondo hanno cercato di gettare il primo seme nel grande solco della storia: ai posteri l’ardua sentenza. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it) (precedenti: qui) […]

  2. […] in concreto il senso e la natura di una crescita da sempre attesa e mai realizzata. Nota precedente qui […]

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