Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°30

Avere il coraggio delle decisioni da assumere

Posted by fidest press agency su sabato, 29 Maggio 2010

Editoriale fidest. Tutta l’opposizione, anche se l’Udc fa delle distinzioni e si dichiara “attendista”, è concorde nel ritenere che la “stangata” governativa ha un solo scopo quello di tutelare le ricchezze private e di penalizzare le “povertà” degli italiani. D’altra parte allo scorno si aggiunge la beffa se si pensa che abbiamo ascoltato in tutte le salse le dichiarazioni sul fatto che non saranno messe le mani nelle tasche degli italiani. Tutti noi, invece, sappiamo bene, che se si tagliano le risorse agli enti locali questi sono costretti ad attingere i necessari proventi dalle tasche dei cittadini con l’aumento delle imposte e dei servizi. Se è questa la situazione e lo è, anche se gli effetti non sono tangibili da subito ma li avvertiremo, di certo, tra qualche mese, ragione avrebbe voluto che si dimostrasse con i fatti che chi ci governa incominciasse a tagliare i rami secchi prima di prendersela con la gente. E sappiamo molto bene che per anni abbiamo tollerato gli appalti taroccati, la corruzione, l’evasione fiscale, gli stipendi, i compensi milionari (in euro) ai cosiddetti esperti e consulenti, le spese per la politica, il lavoro nero con la conseguente evasione dei contributi previdenziali e assistenziali e che questi minori introiti, nel complesso, hanno raggiunto la sbalorditiva cifra di ben 400 miliardi di euro. Avremmo potuto, solo con un terzo di questa somma, coprire le nostre spese e ridotto il deficit pubblico come ci chiede con insistenza l’U.E. Perché non accade tutto ciò? Per il semplice motivo che ci “bagnano il pane” un po’ tutti dai politici agli industriali, dai vari comitati di affari alle professioni lobbizzate. Quelli che sono tagliati fuori dal “lauto pasto” sono proprio i milioni di lavoratori dipendenti, pensionati, famiglie monoreddito, precari, disoccupati: ovvero i tre quarti della popolazione nazionale, ma, guarda caso, non contano perché eleggono non chi li sostiene ma chi è pronto a remare contro, perché la “plebe” in tutti i tempi della storia ha solo un obbligo: quello di chinare la testa davanti al padrone di turno. E allora voi dell’opposizione che protestate per questa ennesima gabella e gridate allo scandalo siate conseguenti: dimostrate di essere dalla parte dei più deboli e dimettetevi in massa, se il governo non cambia rotta, dalle vostre cariche pubbliche. Date un segnale forte per restituire credibilità e rispetto alla persona umana, siate coerenti con le vostre proteste. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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