Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

I° congresso del Sud

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 Mag 2010

Gaeta (Lt)19 giugno 2010 Hotel Mirasole Via Firenze, 5, ore 11:30 inizieranno i lavori dei cinque movimenti guidati da Antonio Ciano, Francesco Strafalaci, Antonino Calì, Girolamo Foti e Bruno Mabilia, che s’ispirano alle problematiche meridionali per rilanciare sul piano nazionale una grande forza aggregativa, propositiva e di lotta per restituire, a quella parte del Paese che è stata a lungo trascurata, pari dignità e rispetto per la sua cultura e tradizione, per i suoi antichi e mai riposti vincoli di civiltà e di progresso. E’, senza dubbio, un atto coraggioso, dati i tempi in cui viviamo, ma anche necessario per uscire da quella condizione di regresso che sembra voler condizionare ogni proposito di ripresa competitiva delle economie meridionali dalle tradizionali e più legate alla natura del territorio come l’agricoltura, il turismo, l’artigianato, alle altre più innovative quali le industrie cantieristiche, metalmeccaniche ed estrattive. Così mentre il Nord Italia e una parte del Centro guarda al Nord il resto del Paese si sente più vicino alle economie del mediterraneo che lambiscono le coste dell’Africa e di Israele del Libano e della Turchia. Due forze oggi squilibrate da una diversa visione dei rapporti internazionali ma che sono destinate ad operare all’unisono per offrire ai mercati emergenti quegli scambi necessari e quelle risorse importanti che possono permettere all’Italia di trovare riscontri importanti non solo sotto l’aspetto economico e commerciale ma anche per rafforzare le intese già raggiunte o in fase di consolidamento e nell’intento di esaltare le risorse umane, potenziare la ricerca, sviluppare le sinergie. Questa ricerca di sbocchi condivisi oggi non trova rispondenza nel governo centrale del Paese e, in taluni casi, dagli amministratori locali distratti, come sono, da altri interessi, allorché si scoraggia la crescita del meridione con una necessaria e forte ripresa degli investimenti nelle infrastrutture, dai trasporti al tecnologico, e da piani industriali mirati. I movimenti oggi si sentono caricati di questa grossa responsabilità di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla necessità che si vada oltre l’ordinaria amministrazione che è prevalsa negli ultimi decenni dai governi che si sono succeduti nel paese per ridare all’Italia, nella sua interezza, il prestigio che merita, ma anche la capacità coesiva necessaria per rispondere con una sola voce alle sfide della globalizzazione, della concorrenza internazionale e dei nuovi mercati competitivi del sud-est asiatico. E’ questo il modo più efficace per segnare il giro di boa dei 150 anni dall’Unità d’Italia con una spinta che sappia indicare la nuova strada da percorrere e dare agli italiani in concreto il senso e la natura di una crescita da sempre attesa e mai realizzata. Nota precedente qui qui

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