Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Strage volontari sulle navi umanitarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 Mag 2010

In merito all’uccisione e al ferimento di esponenti di ONG che recavano aiuti umanitari per le popolazioni  di Gaza il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it), Corrado Stillo, ha dichiarato: <<Il grande sconcerto per le uccisioni di esponenti pacifisti che recavano aiuti umanitari alle popolazioni della striscia di Gaza  sta facendo il giro del mondo e delle principali ONG internazionali. Riteniamo  che scagliare le forze militari di uno dei più potenti eserciti del mondo verso attivisti pacifisti che recavano cibo, case prefabbricate, medicinali a donne e bambini  palestinesi, sia un atto di barbarie  inaudita  che, oltre ad una condanna morale, merita una  riprovazione da parte dell’ONU. Israele, da poco entrato nell’OCSE, deve uniformarsi alle leggi internazionali e alle regole umanitarie  condivise dalla comunità umana. L’esempio di macelleria offerto dai soldati israeliani non  aiuta di certo la causa della pace nella zona, né aiuta il mondo arabo ad una visione di Israele come Stato con cui costruire il futuro. Auspichiamo che l’UE, l’ONU e gli Enti Internazionali levino alta la voce di condanna e l’esortazione ad Israele a moderare l’uso delle armi e a far ricorso all’uso  del dialogo e della trattativa>>.

3 Risposte to “Strage volontari sulle navi umanitarie”

  1. Maurizio said

    Purtroppo la cattiva coscienza del mondo occidentale, quello che si definisce “libero”, ha permesso il perpetuarsi di un grosso equivoco, l’identificazione fra un’appartenenza etnico-religiosa (l’ebraismo, l’ebreo) con uno Stato per cui, prima e maggiore conseguenza, qualsiasi critica ad Israele viene etichettata come antiebraica. Questo non ha permesso nemmeno una serena analisi dei metodi terroristici con cui si è formato questo Stato, ribadisco terroristici nel senso più pieno e completo del termine. Ma se in quel periodo (1946 e seguenti)la tragedia della Shoah spiegava tante cose,come si fa, oggi, a non voler tenere in alcun conto i soprusi sopportati dai Pelstinesi?
    E’ tanto scandaloso affermare che i migliori maestri della classe dirigente di Israele sono stati proprio i nazisti?
    Quest’ultima prodezza è di un livello davvero ripugnante, comunque la si guardi.
    Ed è, oltretutto di una stupidità impressionante, peggiore del ronzare attorno a un bidone di benzina con un cerino acceso (magari in prossimità di una polveriera). A meno che…a meno che non sia proprio una deliberata intenzione di spingere i più esagitati fra gli Stati nel campo islamico ad uno show-down. Davvero c’è da temere per la pace mondiale.

  2. Rosario Amico Roxas said

    x Maurizio

    Pur condividendo il senso generale delle sue affermazioni, ritengo che una precisazione sarebbe necessaria, al fine di dirimere i tanti dubbi che vengono artatamente alimentati.
    Viene tenuta in piedi la confusione tra ebrei e sionisti; è ciò che vuole il sionismo per accedere alle pagine della storia come la vittime della shoà, e, in nome delle persecuzioni subite, ottenere qualsiasi attenuante alle loro violenze.
    Il numero degli ebrei antisionisti è almeno di dieci volte superiore a quello dei sionisti, ma preferiscono vivere nelle nazioni dove si sono perfettamente assimilati (assimilazionisti)
    Gli ebrei antisionisti (semiti) si rendono perfettamente conto della strada pericolosa che ha intrapreso lo stato sionista di Israele, si rendono anche conto dei benefici che la Diaspora ha loro prodotto. Lo storico inglese Eric Hobsbawm, ebreo semita antisionista, ha recentemente fatto notare che il contributo dei sionisti di Israele al progresso e allo sviluppo, è stato « deludente » mentre è di tutt’altro tenore quello degli ebrei semiti della diaspora.
    Hobsbawm si chiede perché accade ciò. La causa, secondo lui è « la segregazione, vuoi del tipo precedente alla emancipazione, vuoi la segregazione dovuta alla scelta nazionalistica territoriale-genetica e razzista di Israele ». (Eric Hobsbawm, Benefits of Diaspora, London Review of Books, vol 27, n° 20, 20 ottobre 2005).
    È solo il pudore di un ebreo che non gli fa definire Israele per quello che esso effettivamente è, “stato razzista, ma preferisce un giro di parole, utilizzando l’espressione citata: scelta nazionalistica territoriale-genetica e razzista di Israele.

  3. Maurizio said

    In effetti abbiamo semplicemente visto il medesimo problema da due differenti e intrecciate visuali: è verissimo che il sionismo mantiene in piedi la confusione fra ebrei e sionisti ma è altrettanto vero che, se il mondo occidentale non avesse una lunghissima coda di paglia per aver guardato altrove quando Hitler metteva in atto il suo delirio razzista…anzi, mi devo correggere, perchè i nazisti trovarono nei paesi dell’Est entusiastica collaborazione (polacchi, baltici, ucraini, ungheresi),e anche nella dolce Francia, bene, il giochetto avrebbe avuto scarso successo.
    La grande nazione americana, paladina delle libertà, per entrare in guerra ha avuto bisogno di un attacco “di sorpresa”, altrimenti difficilmente si sarebbe smossa l’opinione pubblica assolutamente ostile a qualsiasi coinvolgimento nelle faccende europee e anche nel corso della guerra mai è stato posto l’accento su temi come lo sterminio in atto degli ebrei (era noto…).
    Infatti, guarda caso, è la principale paladina di Israele.

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