Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Materials & Symbols

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2010

Capalbio (GR) 12 giugno 2010 – ore 18.30  Il Frantoio Piazza della Provvidenza 11  (fino all’ 11 luglio 2010 Orari: 18.00 – 23.00  Chiuso il martedì) Crossing  Ceccobelli-Kounellis-Hirano. Artisti: Bruno Ceccobelli, Mutsuo Hirano, Jannis Kounellis A cura di: Davide Sarchioni
Materials & Symbols è il secondo appuntamento d’arte contemporanea de Il Frantoio, dopo la precedente copllettiva “Crossroads Crocevia”, nell’ambito di un  progetto dedicato al tema dei crossings culturali fra artisti affermati ed emergenti, differenti per generazione, nazionalità e tipo di ricerca,  Un “incontro fortuito” fra gli artisti coinvolti e soprattutto fra le opere stesse nella coincidenza di un’occasione espositiva in cui  strade e percorsi diversi si incrociano,  dando luogo ad una moltitudine di nuove relazioni, possibilità e significati. Lo sguardo si apre verso l’essenza originaria dell’uomo e del mondo, dove i materiali di recupero che Bruno Ceccobelli inserisce nelle sue tele, partendo dalla pregnanza materica, risalgono alla purezza dell’idea. Il maestro umbro, fra i maggiori esponenti dello storico gruppo della Scuola di San Lorenzo a Roma, riscopre nella natura finita delle cose un legame primigenio con la terra e i suoi elementi, anche di attinenza sacrale, andando a costituire un personalissimo alfabeto dal forte potere simbolico.
Anche per Mutsuo Hirano è importante l’utilizzo di materiali poveri ed in particolare la terracotta con la quale esegue vere e proprie sculture abbinate a oggetti di recupero: una sorta di assemblage spaziale attraverso cui l’artista dà vita a vere e proprie installazioni. Le sculture in terracotta, concepite attraverso l’idea del frammento, sono combinate con altri materiali, con “objets trouvés”, diventando reperti di una personale archeologia privata memoriale, simbolo di una identità frammentata ( tra il Giappone, la Germania e ora l’Italia) e  gradualmente in via di ricostruzione.
A chiosare le due avventure artistiche e umane interviene Jannis Kounellis, maestro dell’Arte Povera. Con l’impiego di materiali d’uso comune riduce il segno  ad archetipo, servendosi di un linguaggio criptico ed evidente, come solo la poetica dei primari ha in sé. Kounellis dialoga direttamente con le coscienze; l’urto dissacratorio della sua opera  percuote e trasforma , giocando una partita sempre aperta tra idealità e realtà.
I tre destini artistici di Ceccobelli, Kounellis e Hirano, si incontrano in una comune tensione spirituale cui le opere stesse aspirano, seppur in diverse accezioni. (ceccobelli)

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