Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

L’uranio è il combustibile del futuro

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2010

Si dice che una volta fatti gli impianti nucleari mancherà l’uranio. Non è vero. Sono 18 i Paesi produttori d’uranio nel mondo. L’uranio è, infatti, un minerale molto diffuso sulla Terra. E’ presente nelle rocce in una percentuale di qualche grammo per tonnellata e si trova persino nell’acqua del mare(4 miliardi di tonnellate), anche se ad una concentrazione molto più bassa. Analizzando la mappa mondiale dei giacimenti e conoscendone la natura è possibile stabilire la quantità di uranio estraibile formando delle fasce di costi per kgU: fino a 40 $, tra 40 $ e 80 $, fra 80 $ e 130 $ e > 130 $. Ovviamente i più economici sono quelli sfruttati per primi. I dati sono desunti da fonte NEA(Nuclear Energy Agency) dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e IAEA (International Atomic Energy Agency) 2007. Tutte le zone dove c’è una comprovata presenza di uranio vengono denominate Risorse Ragionevolmente Sicure (Reasonably Assured Resources, RAR). Una volta noti i giacimenti ragionevolmente sicuri, attraverso analisi corredate da opportune misure di radioattività, si possono individuare luoghi simili da un punto di vista geomorfologico. Tali giacimenti si considerano stimati e fanno parte delle Risorse Addizionali Stimate (Estimated Additional Resources, EAR). Tali risorse aggiuntive sono classificate in due categorie: EAR-I ed EAR-II; le EAR II sono meno certe delle prime. Esiste poi un’altra categoria chiamata: Risorse Speculative (SR), che sono il frutto di una ulteriore estrapolazione delle caratteristiche geomorfologiche di terreni che possono contenere uranio. Le risorse del tipo RAR e di tipo EAR-I sono quelle di sfruttamento più facile, e come tale meno costoso. Sulla base di nuovi calcoli si stima che è possibile estrarre, a meno di 130 dollari/kg, circa 5,5 milioni tonnellate (rispetto ai 4,7 milioni stimati nel 2005). Il consumo annuale di uranio da parte dei reattori nucleari attualmente in funzione è di circa 69.000 tonnellate all’anno e quindi, a questo ritmo di consumi, le riserve accertate basteranno di sicuro per 80 anni almeno. Le Risorse Speculative comprendono anche l’uranio presente nei fosfati e si possono stimare in circa 22 Mt di uranio (320 anni). La tecnologia di estrazione di uranio dai fosfati è sostanzialmente matura: la si utilizza già in Belgio e negli Stati Uniti. Per cui la durata complessiva dell’uranio potrebbe arrivare a 600 anni, per un consumo annuo di 69 kt. Passando da una all’altra, in crescendo, i costi ovviamente aumentano, ma non in maniera eccessiva. Nel momento in cui verrà utilizzato il riprocessamento in modo più diffuso e soprattutto nel momento in cui si arriverà ai reattori di IV generazione(uranio quasi rinnovabile), che producono più combustibile di quello che bruciano (autofertilizzanti), la disponibilità di uranio, con gli stock annunciati, passerà a 2.550 anni almeno. Ricordo che, da dati Enea, le riserve accertate dei combustibili fossili sono, come durata con i consumi attuali: per il petrolio di 42 anni, 67 anni per il gas e 198 anni per il carbone. Fareambiente, movimento ecologista realista, prende atto di questa realtà e ne trae le ovvie conclusioni e cioè: l’umanità continuerà ad utilizzare energia nucleare anche quando dei combustibili fossili si sarà perso il ricordo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: