Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Sanità Lazio: tempi di attesa

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2010

Si iniziano a riscontrare i primi segnali di miglioramento nei tempi di attesa sulle visite specialistiche e sugli esami diagnostici e strumentali nel Lazio. Lo dice in una nota il Dirigente Regionale Ugl Sanità Lazio. Rispetto alla nostra ultima ricerca sul confronto dei dati estratti tra il Novembre 2008 e Novembre 2009, nei quali abbiamo riscontrato un aumento esponenziale dei tempi di attesa sugli esami ritenuti più critici, abbiamo esaminato anche i dati del Maggio 2010 notando alcuni risultati incoraggianti.  Per la mammografia bilaterale nel III Distretto della Roma B si è passati dai 132 giorni di attesa ai 118 attuali, alla Roma C nel IV Distretto siamo a 24 giorni di attesa, nel Distretto di Formia – Gaeta un utente deve attendere 45 giorni rispetto ai 133 giorni riscontrati nel Novembre 2009.  Per l’Ecocolordoppler dei Tronchi Sovraortici nell’Ente Roma A nel III distretto a maggio si devono attendere 35 giorni contro i 105 del novembre 2009, alla Roma D nel IV distretto si passa da 139 g. a 100, a Rieti nel III Distretto da 82 a 74. Dei miglioramenti si sono riscontrati anche su alcune prime visite, come quella cardiologica, dermatologica, ortopedica scendendo in alcuni distretti sotto la soglia dei 30 giorni previsti. Appreziamo pertanto lo sforzo che l’attuale Presidente della Giunta Regionale del Lazio On. Renata Polverini sta mettendo in campo su questo tema come dimostrano i dati in nostro possesso, anche se ancora molto deve essere fatto visto i tempi di attesa complessivamente ancora troppo elevati, che non sono degni secondo noi di una società civile. Per questo – conclude Bardoscia – occorre  proseguire su alcuni punti chiave : 1) includere nel Re.cup le strutture private accreditate che dovrebbero offrire le loro agende almeno sugli esami più critici,  2) obbligare tutte le strutture sanitarie pubbliche ad ampliare la loro offerta al Re.cup dall’attuale 35%  ad almeno il 70%, 3) prolungare l’orario di utilizzo dei macchinari per arrivare a tenere aperti tutto il giorno servizi di analisi e diagnosi, 4) effettuare maggiori controlli e sanzioni verso quegli utenti che senza giustificato motivo prenotano visite o esami diagnostici senza poi presentarsi al reparto,  sottraendo in questo modo dei posti a chi ha realmente necessità di curarsi oltre ad incidere notevolmente sul prolungamento dei tempi di attesa.

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