Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

“Oncologia e malattie cardiovascolari”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

Fiera di Verona, fino al 15 giugno 2010. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di mortalità e morbilità. L’arma vincente per combatterle è la prevenzione primaria (stili di vita) e secondaria (screening) . Se ne è parlato in occasione di un’intera sessione del Congresso del la Società Italiana di Radiologia Medica (SIRM)  in corso a Verona, dove oggi è stato anticipato il testo finale del Programma nazionale triennale per l’utilizzo della diagnostica per immagini nella prevenzione delle  malattie cardiovascolari (2011-2013) che verrà presentato a fine giugno al Ministro della Salute e dovrà poi essere negoziato nella conferenza Stato-Regioni.   <Il piano triennale prevede l’esecuzione di esami diagnostici  di primo livello (ecografia, ecocolordoppler)   per la prevenzione di patologie cardiache (coronaropatie), eventi cerebrovascolari, patologia aortica (aneurismi), patologia delle arterie viscerali (arterie renali), vasculopatie degli arti inferiori (piede diabetico)> anticipa il professor Giovanni Simonetti, direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Imaging molecolare, Radiologia interventistica e Radioterapia del Policlinico Tor Vergata di Roma e coordinatore del Gruppo di lavoro “Oncologia e Malattie cardiovascolari” del Ministero della Salute. <I soggetti che verranno coinvolti in questo programma devono essere asintomatici, con uno o più fattori di rischio, come è previsto negli screening di prevenzione secondaria:  età  (superiore a 50 anni) , familiarità, ipertensione,  iperglicemia, obesità, diabete. Queste persone saranno sensibilizzate ad effettuare periodicamente esami come ecografia, ecocolordoppler.  In presenza di calcificazioni a rischio,  si ricorre alla diagnostica per immagini che caratterizza meglio la placca per valutare, non solo il grado di restringimento dell’arteria, ma definire la composizione della placca, vedere cioè se è stabile o instabile.  In questi casi si ricorre alla TC volumetrica o multistrato, che consente un’immagine ad almeno 64 strati: nel caso delle carotidi si effettua un’angioTC carotidea;  per le coronarie e il cuore, una cardioTC volumetrica cardiaca. Così facendo si vedono le coronarie, senza dover ricorrere a metodologie invasive come la coronarografia. In precedenza, nel soggetto asintomatico, in funzione delle classi  a rischio, veniva infatti effettuata  la coronarografia, un esame che prevede  l’inserimento di un catetere nell’arteria femorale fino al cuore.  L’ esame è stato valutato nel Progetto Cuore, promosso dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2006. Il risultato ottenuto ha confermato che il 50% di queste coronarografie, nel paziente asintomatico, sono negative. In questo caso verrebbe confermato l’utilizzo, al posto della più invasiva coronarografia, della cardioTC volumetrica che richiede tuttavia un’adeguata preparazione degli operatori come previsto nel nuovo Piano Triennale.

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