Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

I° Congresso del Sud e l’Uomo qualunque

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

Gaeta 19 giugno 2010 nella mattinata presso Hotel Mirasole Via Firenze, 5 Gaeta (Lt) iniziano i lavori del I° congresso del Sud promosso da cinque soggetti politici e rappresentate da Francesco Strafalaci (Sicilia Federale), Bruno Mabilia (Alleanza per il Sud),  Antonio Ciano (Partito del Sud – Alleanza meridionale), Antonino Calì (Movimento per il Sud),  Girolamo Foti (MovimentoSUD dei diritti), Cinque sigle che cercano una sintesi, ma anche il diffuso desiderio di quanti, e non sono pochi, di trovare un riscontro in coloro che in qualche modo cercano d’uscire dalla trappola partitica delle clientele, del voto scambio, degli interessi partigiani per restituire alla politica la sua ragione d’essere. A questo punto, pur nel rispetto dei tempi storici in cui si è maturata un’altra vicenda, quella per intenderci dell’Uomo qualunque di Guglielmo Giannini nella seconda metà degli anni quaranta, mi pare di risentire la stessa aria di fronda per una classe politica che sta mettendo Ko un intero popolo. Come, ad esempio, non condividere le parole di Giannini allorchè esclama: “Bisogna distruggere il mito del capo, dell’uomo provvidenziale” che opprime la folla anonima e la manda a morire in guerra solamente per soddisfare le proprie ambizioni”. Lo diceva, ovviamente, riferendosi alla guerra scatenata da Mussolini e che tanti lutti stava provocando compreso il suo diletto figlio Mario morto in battaglia nel 1942. Oggi, per nostra fortuna, non si tratta di una guerra, ma senza dubbio di un danno da non sottovalutare non riuscendo la politica ad arginare la sete di potere, il cinismo, l’ingordigia di quanti in nome del “popolo sovrano” fanno scempio della sua dignità e lo umiliano impoverendolo. Ma Giannini può anche diventare un motivo di riflessione allorché si mise a capo di un movimento chiamato “Fronte dell’Uomo qualunque” e il cui motto era “non ci rompete le scatole”. Un movimento che gli storici considerarono una sorta di pseudo-ideologia che sbocciò con la fondazione di un partito. Fu una formula indovinata se si pensa che nelle elezioni politiche del 1946 questo figlio del Sud nato a Pozzuoli e cresciuto a Napoli, ottenne il 5,3% dei voti. E furono voti popolari, ovvero non strumentalizzati, non foraggiati da congreghe affaristiche, ma osteggiato dai partiti tradizionali. L’errore di Giannini fu, semmai, quello di cedere alle sirene partitiche ondeggiando tra il Pci di Palmiro Togliatti alla Dc di De Gasperi, al Movimento sociale italiano e per finire ai socialisti e ai monarchici. Ciò segnò la fine del suo movimento e ciò diventa anche per noi una seconda lezione: legarsi al carro degli attuali partiti significa tradire la vera causa di una lotta fatta per impostare una diversa visione della politica che sappia partire dal popolo e ritrovarsi in sintonia con il popolo in ogni atto del suo mandato di rappresentanza. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: