Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

La scuola è finita?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2010

Si concludono le lezioni, prendono il via gli esami di licenza media e, fra pochi giorni, gli esami di stato nelle secondarie superiori. Per molti studenti giunge un riposo meritato, per altri sono ore di trepidazione, di ripasso e approfondimento degli ultimi argomenti. Agli studenti che sostengono le prove, e alle famiglie che li affiancano, giungono anche l’augurio e il sostegno dell’A.Ge.: l’esame finale di un percorso di studi è un traguardo importante, segna una maturazione intellettiva, cognitiva e umana. Gli esami vanno affrontati con serietà e impegno, non solo per la ricerca di un risultato e di un premio, ma come verifica di un lungo percorso di crescita. Nello stesso tempo, come avviene da anni, le principali testate giornalistiche hanno anticipato dati sugli scrutini finali nelle scuole italiane, anche a partire da sondaggi effettuati dal MIUR. I dati sono da verificare, e sarebbe prematuro esprimere un giudizio definitivo sul presunto aumento delle bocciature. Pare, infatti, che il 6% degli studenti dell’ultimo anno non sia stato ammesso all’esame di Stato, e che il 13% degli studenti dei primi quattro anni di superiori sia costretto a ripetere l’anno. Si intrecciano e sovrappongono dichiarazioni sulla “serietà” della scuola, introdotta dai provvedimenti regolamentari degli ultimi anni, scuola che, nel contempo, potrebbe e dovrebbe comunque “condonare” allo studente una eventuale insufficienza lieve. Come genitori ribadiamo che la scuola debba bocciare proporzionalmente a quanto sa offrire, alla qualità dei percorsi attivati e del personale docente, all’investimento di tempo e di risorse utilizzate perché ogni studente abbia pari e personalizzate opportunità di crescita, di recupero, di valorizzazione delle sue potenzialità. Dobbiamo chiederci se questi dati sono effetto del miglioramento e dello sviluppo della qualità  che il Ministro stesso ha annunciato alla Nazione presentando i provvedimenti legislativi degli ultimi due anni. Rigore e serietà, a nostro parere, devono essere coniugati ad una pedagogia più efficace, per motivare i giovani allo studio e all’apprendimento . Rigore e serietà  sono possibili se gli alunni in difficoltà oggettive (disabili, stranieri, svantaggiati economicamente e socialmente) sono stati adeguatamente sostenuti con percorsi individualizzati, assai difficili da attuare a fronte delle significative riduzioni di risorse economiche per la scuola. Definire “seria” la scuola solo in riferimento all’indicatore delle bocciature e non ammissioni è, in realtà riconoscerne anche la fragilità, soprattutto quando non ci si chiede dove vadano a finire gli studenti bocciati o non ammessi: in altre classi, ripetendo magari le stesse azioni e rimarcando le stesse difficoltà, oppure “dispersi”, talora “scomparsi”. Perché non chiedere, piuttosto, che, anche con il concorso delle famiglie, si attivino nelle scuole efficaci corsi estivi per gli studenti più in difficoltà? Perché non evidenziare anche le molte eccellenze presenti nelle scuole, le molte buone pratiche di recupero e sostegno diffuse? Senza dubbio è  necessario, nel dibattito pubblico del nostro Paese, restituire dignità  e fiducia alla scuola e alle famiglie. (Davide Guarneri. presidente dell’Associazione Nazionale Genitori)

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