Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Le novità nella diagnostica per immagini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2010

Quello del radiologo è un ruolo in continua crescita, come sottolinea il presidente uscente della Sirm, prof. Alfredo Siani. < La radiologia non è più solo diagnostica, ma è soprattutto “clinica”> puntualizza Siani <Il radiologo, infatti, deve rappresentare una figura di riferimento per il paziente, come avviene per altre specialità, deve cioè fornire la corretta interpretazione dell’esame e suggerire le indagini di approfondimento più mirate. Se da un lato le nuove tac e la nuova risonanza permettono di fare diagnosi sempre più precise e di trovare lesioni sempre più piccole, dall’altro anche la radiologia interventistica, che consente di curare le malattie, sta facendo enormi passi avanti>. Come ha recentemente ribadito lo stesso prof. Andrea Giovagnoni, ordinario di radiologia dell’Università Politecnica delle Marche <con la radiologia interventistica, il radiologo sta assumendo sempre più, accanto al ruolo del diagnosta, quello di terapeuta. Questo succede nel trattamento acuto delle patologie cardiovascolari e tumorali>. Tecniche sempre più  perfezionate, dunque, per individuare precocemente un tumore, ma anche metodiche meno invasive: è il caso della colonscopia virtuale e della CoronaroTC. Analogo discorso potrebbe valere per la CoronaroTC, in alternativa alla coronarografia. <Si stanno comparando le due tecniche, valutandone i pro e i contro>, commenta il dottor Luigi Natale, presidente della Sezione SIRM di Cardioradiologia. <Se la TAC evidenzia, oltre al lume delle coronarie, anche la parete esterna, valutando la presenza e lo spessore di eventuali placche, la coronarografia rimane un esame insostituibile nella diagnosi in acuto in quanto consente, in presenza di un infarto, di intervenire direttamente all’interno delle coronarie per dilatarle o posizionare uno stent>. Più controverso, invece, l’uso della RM nella patologia oncologica prostatica. <A volte si vedono lesioni che tumori non sono e si rischia un accanimento interventistico inutile>, mette in guardia il dottor Francesco Maria Danza, del Dipartimento di Bioimmagini e Scienze radiologiche dell’Università cattolica, Policlinico “A.Gemelli” di Roma. <L’utilizzo di particolari metodiche (spettroscopia, perfezionamento del mezzo di contrasto) consente però oggi di individuare con esattezza la zona dove è presente il sospetto tumore e poter mirare un’eventuale biopsia, prima di decidere per l’intervento chirurgico, che causa spesso effetti collaterali come incontinenza e impotenza>.

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