Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Invecchiare bene si può

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2010

«Creare la figura del geriatra di base e responsabilizzare il medico di famiglia, il primo anello della catena di spesa sanitaria». Questa la duplice risposta che Fabio Menicacci, segretario dell’Associazione nazionale anziani e pensionati (Anap) di Confartigianato Persone, ha dato alla domanda su come migliorare le condizioni dell’invecchiamento degli italiani. Interrogativo emerso durante la tavola rotonda “Vita, salute, dignità nella vecchiaia”, tenutasi nel contesto del convegno “Invecchiare bene si può”, organizzato presso il Cnr dalla Federazione italiana medicina geriatrica (FIMeG). «Nel 2050 – ha argomentato Menicacci – il 34,6% della popolazione italiana avrà oltre 65 anni, gli over 65 nel mondo passeranno dagli attuali 756,45 milioni a più di un miliardo e 400 milioni. Negli anni abbiamo riempito il territorio di consultori, dove si trovano tutte le professionalità mediche: psichiatri, sociologi, pediatri di base ecc. È incomprensibile come in un paese che invecchia progressivamente come l’Italia, ancora non si sia pensato di istituire la figura del geriatra di base che punti sulla prevenzione per migliorare le condizioni di vita dell’anziano. Dobbiamo inoltre tornare ad attribuire al medico di famiglia quel ruolo centrale che merita. È il medico di medicina generale che può decidere della spesa farmaceutica, diagnostica e specialistica. C’è poi scarsa sinergia tra medico di famiglia, guardia medica, servizi territoriali, pronto soccorso ecc. L’informatizzazione dei dati sanitari potrebbe aiutare a tenere sotto controllo la situazione medico-sanitaria del territorio. Lo stesso medico ospedaliero, in caso di ricovero, troppo spesso non fa che ripetere visite specialistiche e diagnostiche già prescritte al paziente dal medico di medicina generale, con il risultato di raddoppiare la spesa e i tempi di cura». «Difendere il buon funzionamento della sanità pubblica – ha concluso Menicacci – è difficile. Il servizio sanitario nazionale in generale funziona. Ma in 15 anni, con quattro governi succedutisi, non siamo riusciti ancora a definire né i livelli di assistenza sanitaria né quelli socio-assistenziali di base, né a rendere uniforme la qualità del servizio su tutto il territorio nazionale. Tutto ciò rende difficile contribuire al miglioramento delle condizioni degli anziani».

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