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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Cartella esattoriale notificata in ritardo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2010

L’intimazione al versamento delle tasse non pagate deve avvenire entro termini certi. Se l’amministrazione ne richiede il pagamento in ritardo, è destinata incontrovertibilmente a perdere il diritto all’esazione. Secondo i giudici tributari della commissione tributaria provinciale di Catania con la sentenza 252/06/10, che ha accolto il ricorso del contribuente, la notifica di una cartella, verificatasi nel 2008, relativa ad imposte del 1997, è tardiva. La sentenza in materia tributaria, infatti, parte dal presupposto che il principio guida in materia di notifica è segnato inderogabilmente dal D.L. n. 106/2005 che obbliga uffici amministrativi e agenti della riscossione a seguirne le norme ivi dettate.  In conformità a queste norme, le cartelle devono essere notificate entro termini certi, a pena di decadenza. Inoltre i termini per la notifica valgono anche per il passato. Regola stabilita dalla Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 26104/2005, dove è statuito che la fissazione di specifici termini di notifica della cartella comportano l’applicazione di quegli stessi termini e di quelli dettati in via transitoria ai rapporti ancora pendenti.  In altre parole, poiché la norma introdotta nell’agosto del 2005 vale per il passato, nel 2008 non si sarebbe dovuta emettere alcuna cartella, per somme concernenti il 1997, che, in base alle predette norme, doveva poi essere annullata per decadenza dei termini. Secondo il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA,  ancora un’importante decisione dei Giudici tributari che dovrebbe indurre maggiore attenzione sia nei confronti degli agenti della riscossione che della P.A. che dovranno verificare tassativamente la tempestività della notifica delle cartelle onde evitare in primo luogo la lesione dei diritti dei cittadini che saranno soggetti a termini certi anche per esercitare puntualmente il proprio diritto alla difesa in merito al recupero delle somme pretese e quindi a limitare il sovraccarico degli uffici giudiziari.

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