Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Da marzo 2011 obbligatoria la Conciliazione

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2010

Da marzo 2011 per vari contenziosi fra imprese e fra imprese e consumatori non si potrà celebrare il processo senza aver tentato prima la conciliazione. Dalle controversie condominiali  alla diffamazione a  mezzo stampa, fino a quelle attinenti i diritti reali, le successioni ereditarie, i patti di famiglia, la locazione, il comodato, l’affitto di aziende, nonché il risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, vi è l’obbligo di legge di non andare in tribunale prima di aver tentato la composizione del conflitto attraverso questo strumento di giustizia alternativa. Le novità introdotte dal dlgs 28 del 2010, che ridisegna il sistema delle regole in moltissime e frequenti controversie economiche, rilanciando il protagonismo delle Camere di Commercio nella regolazione di mercato, sono state al centro del convegno “La Mediazione Civile e Commerciale,  un’alternativa alla risoluzione delle controversie” ospitato e promosso nel pomeriggio di oggi dalla Camera di Commercio di Bari.  “Cinque milioni e mezzo di processi è un carico pesante per un Paese. A questa nuova disciplina – ha detto Augusta Iannini, capo dell’Ufficio Legislativo del ministero della Giustizia – si è voluta attribuire sì una funzione deflattiva ma anche farne espressione di una scelta culturale: superare le contrapposizioni offrendo alle parti la possibilità di trovare il modo più appropriato per risolvere una controversia, sulla base dei loro interessi più che dell’affermazione dei loro diritti. L’obiettivo è riuscire a risolvere  con questo strumento 600-700mila cause ma anche dare un nuovo mercato alle professioni”. Sugli aspetti formativi dei professionisti della conciliazione l’auspicio del sistema camerale nazionale è che venga gestita in modo puntuale, da organismi accreditati “nella consapevolezza, dati alla mano – ha detto Sabrina Diella, funzionario dell’area relazioni istituzionali di Unioncamere  – che nel 66% dei casi un avvocato preparato sulla materia fa addivenire le parti alla conciliazione”.

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