Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Stress da lavoro: un metodo per misurarlo

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2010

In Italia il 27% dei lavoratori, uno su 4, soffre di stress legato alla propria attività lavorativa, causa di oltre la metà delle giornate di lavoro perse in un anno. È un valore superiore alla media registrata in Europa, dove la condizione di stress interessa circa il 22% dei lavoratori, pari ad un costo economico di circa 20 miliardi di euro all’anno per perdita di giorni di lavoro e costi sanitari. Valutare il rischio di stress collegato al lavoro significa analizzare la probabilità che possano esistere rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, esattamente come per qualunque tipo di rischio associato a un’attività lavorativa. Con una particolarità: lo stress non è percepito in modo uguale da tutti e quindi la presenza di fattori di rischio non necessariamente è causa di stress per i lavoratori. Valutare i fattori oggettivi significa analizzare situazioni e processi organizzativi che possono essere correlati con situazioni di disagio, come l’esistenza di sistemi di turnazione o la ripetitività delle mansioni. In questo step è anche necessario considerare fenomeni come l’assenteismo, il turn over e i giorni di sciopero, che possono essere spia di situazioni di malessere diffuso. Nella valutazione soggettiva si dovrà invece considerare la percezione soggettiva che tutti i lavoratori hanno di questi elementi, raccogliendo i dati in forma anonima, tramite interviste, questionari o focus group.  In questo modo sarà possibile capire se eventuali fattori oggettivi di stress siano effettivamente causa di situazioni di disagio all’interno dell’azienda. In questo caso i datori di lavoro dovrebbero attivarsi per eliminare o ridurre i fattori oggettivi di stress, ottimizzando i flussi o procedure. Se questo non è possibile, si potrà procedere a una riorganizzazione interna delle risorse oppure all’introduzione di strumenti per la riduzione della percezione dello stress da parte dei propri dipendenti. Se le probabilità di rischio dovessero risultare irrilevanti è comunque consigliabile promuovere azioni orientate alla prevenzione e alla promozione della salute psico-sociale per evitare che il problema si presenti in futuro.

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