Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Curare il dolore

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2010

La cura del dolore nell’anziano si basa su metodi differenti a seconda del grado di autonomia mentale del paziente. Nel caso dell’anziano autosufficiente, ovvero in grado di riferire e misurare il dolore, il principale curante di fatto non è il medico, bensì il paziente stesso, che spesso sa quale è il farmaco analgesico più efficace ed è quasi sempre in grado di autocurarsi. Fa poco riferimento al medico, tranne quando il dolore è intenso o persistente o percepito come pericoloso (soprattutto quando non noto); è quindi a rischio di severe complicazioni, perché spesso usa analgesici da banco, i cosiddetti antinfiammatori non steroidei. Si tratta di farmaci comuni e molto efficaci perché bloccano l’infiammazione che genera la maggior parte del dolore nell’anziano (ad es. da artrosi o tensione muscoloarticolare). Gli antinfiammatori hanno però un grosso limite: dopo il terzo giorno di trattamento comportano un rischio crescente di sviluppare ulcera gastro-duodenale, emorragia gastro-intestinale, insufficienza renale e scompenso cardiaco. L’elevata incidenza di ricoveri in pronto soccorso di anziani per effetti collaterali da antinfiammatori conferma che la “autocura” di solito si protrae per parecchi giorni o settimane. L’ “abuso” di antinfiammatori è giustificata dal fatto che nell’anziano il dolore tende ad essere persistente (una riacutizzazione può durare settimane o mesi), in quanto secondario a patologie degenerative ad evoluzione cronica, che inducono un peggioramento della qualità della vita a seguito della riduzione dell’autosufficienza, dell’aumento delle cadute, della depressione dell’umore e dell’insonnia. L’obiettivo razionale della cura del dolore nell’anziano è evitare queste complicazioni, attraverso una terapia antidolorifica che non sia essa stessa causa di malattia. Oggi il medico ha una combinazioni di interventi farmacologici e non (terapia fisica, microinvasiva, chirurgica,…..) tali da consentirgli di raggiungere l’obiettivo di un controllo efficace del dolore nei 2/3 degli anziani. Come in tutte le imprese difficili serve però qualche cosa di “innovativo”, quale una maggiore collaborazione fra paziente e medico: il primo mostrando una maggiore disponibilità a riferire il suo dolore, il secondo ad ascoltare, diagnosticare e curare il suo paziente e non solo il suo dolore. (Simone Franzoni Gruppo di Ricerca Geriatrica, Brescia)

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