Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Pubblicisti: cambiano regole accesso

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

“Non riusciamo a comprendere come sia possibile che l’Ordine dei Giornalisti romano, con una recente delibera, abbia deciso di tagliare le ali a tanti giovani che aspiravano a divenire pubblicisti, approvando una norma di efficacia retroattiva che blocca il riconoscimento del lavoro di tanti ragazzi e ragazze dopo 2 anni di sacrifici. Seppur dovevano essere cambiate le regole che determinano le modalità di iscrizione all’elenco dei pubblicisti, bisognava garantire un periodo transitorio di 6 mesi o un anno, per consentire a tutti i giovani, che hanno quasi ultimato il percorso biennale, di completare l’iter amministrativo invece che, sostanzialmente, obbligarli a ricominciare daccapo, vanificando gli sforzi compiuti”. Così Matteo Prugnoli, dirigente romano della Giovane Italia (PdL), ha commentato le nuove regole dell’Ordine dei Giornalisti che impongono, dal 9 luglio, in modo retroattivo, di certificare redditi per un importo di 5000,00 euro lordi in 24 mesi contro i 3000,00 euro lordi precedentemente richiesti per la redazione di 80 articoli regolarmente retribuiti da testate giornalistiche registrate. “Chiediamo alle istituzioni – prosegue il giovane pidiellino – di intervenire perché l’Ordine corregga il tiro e favorisca la gestione di un transitorio più coerente, poiché la comunicazione è apparsa solo il 9 luglio sul sito dell’ordine romano (www.odg.roma.it) creando scompiglio tra molti giovani, perché tale delibera ha efficacia retroattiva”.

2 Risposte a “Pubblicisti: cambiano regole accesso”

  1. eugenia said

    ciò vuol dire solo una cosa:alcuni Ordini dei Giornalisti non sono organismi democratici,conoscete il Presidente di quello del Lazio?

  2. Giovanni said

    L’OdG con questa delibera si qualifica ulteriormente come comitato d’affari della lobby editoriale. Quello che non capisco è come sia possibile aumentare il tetto di retribuzioni da raggiungere, favorendo evidentemente gli editori a discapito degli aspiranti pubblicisti, senza tenere conto della congruità (leggi dugnità) delle retribuzione stesse. La retroattività, poi, se fosse vera, è pazzesca. Ma loro lo sanno, lo sanno benissimo, tutto questo. Quanta cura hanno per i disgraziati aspiranti lo si evince dallo scarno comunicato sulla home del sito: . Viva le scuole di giornalismo! Cacci i quattrini e stai a posto anche se non hai mai scritto un paio di pezzi. Chi in circa due anni ne ha scritti oltre un paio di cento, invece, dovrà scriverne, facendo i conti…, almeno altri 800. Viva l’Italia!

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