Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Unicef: i bambini di Haiti

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

La situazione ad Haiti è ancora critica. C’è ancora molto da fare e l’UNICEF è in prima linea a fianco dei bimbi haitiani” ha detto il Presidente dell’UNICEF Italia Vincenzo Spadafora- “Oltre ai fatti e alle cifre sulle perdite e sui danni causati dal terremoto, ci colpisce soprattutto ciò che i bambini haitiani raccontano del terremoto ai nostri operatori, parlando‘de le grand serpent’, di un grande serpente che strisciava rabbiosamente sotto la terra, scuotendo le loro case e le loro scuole fino a ridurle in polvere”.  A sei mesi dal più forte terremoto che ha colpito Haiti negli ultimi 200 anni, le sfide per rispondere alle necessità e ai bisogni di oltre 800.000 bambini e delle loro famiglie rimangono aperte. In un paese già fragile, il terremoto ha lasciato un bilancio di oltre 220.000 morti e oltre 300.000 feriti. Circa due milioni di persone non hanno più una casa e 1,6 milioni di persone continuano a vivere in campi sovraffollati. Le infrastrutture del paese, già deboli, sono state devastate con il 60% degli edifici governativi distrutti e oltre 180.000 case sono inagibili Oggi, l’acqua potabile viene fornita a circa 1,2 milioni di persone attraverso la nostra partnership con altre organizzazioni umanitarie; l’UNICEF sta  direttamente fornendo l’acqua a 330.000 persone. Più di 275.000 bambini sono stati vaccinati contro le principali malattie prevenibili. Programmi nutrizionali forniscono cibo a circa 550.000 bambini sotto i cinque anni e le donne in allattamento e circa 2000 bambini gravemente malnutriti ricevono ora cure specifiche e alimenti terapeutici. 500.000 bambini hanno ricevuto materiale didattico di base, di cui 185 mila direttamente dall’UNICEF. Formazione specifica è stata data a circa 2.300 insegnanti e a 3.000 operatori.    Il settore dell’istruzione è stato duramente colpito da questo disastro, con 3.978 scuole danneggiate o distrutte, l’80% di tutte le scuole nella zona del terremoto. Questo ha aggravato una situazione già fragile, in cui meno della metà dei bambini in età scolare frequentava la scuola prima del terremoto. Tre mesi fa, il governo, con il sostegno dell’UNICEF, ha raccolto la sfida di mandare tutti i bambini a scuola, con scuole temporanee e spazi a misura di bambino”.

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