Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Aumento costo dei musei romani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2010

“Occorre ridare al territorio e ai cittadini romani un ritorno economico delle attività svolte dai turisti e dei servizi che utilizzano poiché gli oneri non debbono ricadere tutti sui residenti, penso ad esempio alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti e altro. Al tempo stesso non si deve però demotivare il turismo, fondamentale per la nostra economia, né penalizzare la fruizione della cultura”.  Queste le prime parole del vicepresidente dell’Italia de Diritti, Roberto Soldà, sulla tanto dibattuta tassa di soggiorno e le sue possibili applicazioni attualmente allo studio tra cui l’ultima ipotesi che prevedrebbe l’aumento del prezzo dei musei della Capitale per i non residenti. Perplessità del vicepresidente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Occorre una seria riflessione sull’eventuale ripartizione di una tassa di soggiorno perché non è equo penalizzare la cultura e soprattutto i nuclei familiari che visitano i musei, un aumento di tre euro a biglietto significa, per una famiglia di quattro persone, una maggiorazione di dodici euro per ciascun museo e questo andrebbe a ricadere su tutti gli individui senza tenere conto delle differenze di reddito, togliendo la possibilità di vedere uno o più musei a chi non può permetterselo. Non è giusto – spiega Soldà – che la tassa sia la stessa per chi alloggia in un hotel di lusso o al bed and breakfast o all’ostello. Forse sarebbe opportuno far pagare a chi ha più disponibilità senza toccare indiscriminatamente tutti. E’ una questione complessa che richiede un’analisi approfondita: se da un lato i turisti devono contribuire ai servizi della città, dall’altro occorre valutare l’impatto di certi provvedimenti, aumentare il prezzo dei musei potrebbe ridurre il numero dei visitatori, la famiglia media di quattro persone, visti i costi, potrebbe decidere di rinunciare ad un museo e vederne due invece di tre. Forse sarebbe più opportuno – conclude Soldà – valutare l’ipotesi di far pagare questo tributo a coloro che alloggiano in hotel a quattro-cinque stelle per non disincentivare il turismo, la questione è controversa e va valutata con la massima cura e attenzione”.

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