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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Operatori sicurezza: resta il tetto salariale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2010

“Proprio nel giorno in cui le sagome di centinaia di poliziotti pugnalati alle spalle hanno sfilato in corteo nella Capitale, per denunciare le  politiche di un Governo che continua a colpire a tradimento le Forze dell’Ordine, arriva l’ennesima coltellata da parte del Ministro dell’Economia”. Ad affermarlo è Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, che spiega: “Dalle anticipazioni sul maxiemendamento alla finanziaria, è scomparsa ogni traccia dell’impegno del Governo ad inserire una modifica che prevedeva l’abbattimento del tetto salariale individuale fissato alla retribuzione del 2010, un provvedimento che consentirebbe di rispettare la specificità dei lavoratori del Comparto Sicurezza e Difesa. Una specificità totalmente disconosciuta dal ministro Tremonti, il quale continua a mortificare la professionalità, la dignità e la funzione stessa degli Operatori della Sicurezza”. “Ancora una volta – spiega Maccari – alle parole e agli annunci questo governo non fa seguire i fatti: per questo lo accusiamo dell’ennesimo tradimento. Lo stesso Presidente del Consiglio Berlusconi, i ministri dell’Interno e della Difesa Maroni e Larussa, con i rispettivi sottosegretari Mantovano e Crosetto, si erano impegnati pubblicamente a non operare tagli ad un comparto che si trova già ai limiti del collasso, mentre nel Paese sono sempre più forti la richiesta di sicurezza e l’esigenza di un sempre più efficace contrasto al crimine. L’emendamento presentato dagli stessi ministri Maroni e Larussa prevedeva uno stanziamento di ottanta milioni di euro per due anni, destinati proprio a garantire la specificità: una soluzione che sarà di fatto vanificata se non verrà accompagnata dall’abbattimento del tetto della retribuzione individuale degli uomini delle Forze dell’Ordine”. “Anche questo dimostra quanto sia necessario tenere alta l’attenzione e il livello del confronto con il Governo: la nostra manifestazione di oggi – conclude Maccari – è solo il primo passo di un assedio che stiamo muovendo verso il Governo, finché non sarà dato il giusto riconoscimento agli uomini in divisa che ogni giorno difendono la sicurezza dei cittadini senza mezzi e senza risorse, contando soltanto sul proprio senso del dovere e sul proprio spirito di sacrificio”.

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