Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Agricoltura e bonifica in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2010

«Riportare l’agricoltura e la bonifica al centro dell’agenda politica italiana». E’ il primo obiettivo del Ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan, intervenuto alla Assemblea Nazionale dell’A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni). L’agricoltura, come volano per la valorizzazione del territorio e la difesa del suolo da attuarsi attraverso i Consorzi di bonifica. «Non possiamo dimenticare quante risorse idriche vadano sprecate – ha detto Galan – che l’acqua è un patrimonio per tutti noi. Io vengo da una regione, il Veneto, dove da 15 anni non c’è un disastro ambientale, una situazione alluvionale tale da essere chiamata con questo norme. E certo è stato un merito dei Consorzi di bonifica. Un merito che spiega perché i Consorzi di bonifica devono continuare a esistere». Certo non mancano i problemi: «Noi chiediamo da sempre all’agricoltura – ha aggiunto Galan – di assumere un ruolo fondamentale: tutelare l’ambiente e il territorio e avere una parte attiva nella difesa idrogeologica. Il problema è che stiamo assistendo a un abbandono progressivo dei campi. Ogni anno 100mila ettari di superficie agricola vengono abbandonati. A tutti noi appare evidente che difendendo l’agricoltura siamo in grado anche di difendere la bonifica».  Poi le proposte operative. Sul versante del piano irriguo nazionale il ministro ha attivato le procedure per i finanziamenti necessari. In attesa di approvazione da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica c’è di piano di interventi per 420 milioni di euro relativo alle infrastrutture irrigue del nord; per il sud invece la conferenza Stato-Regioni ha dato il via a un finanziamento di 180 milioni di euro.  «Devo però evidenziare un aspetto cruciale – ha concluso Giancarlo Galan – nel caso dei Consorzi del sud è indispensabile intervenire col massimo della decisione per eliminare una serie di inefficienze che incidono sulla realizzazione delle opere . Alcuni dati: dal 2007 a oggi nel nord sono stati spesi il 58% dei fondi concessi, per il sud appena il10%. Sono cifre rivelatrici di un divario netto tra un’Italia e l’altra. Sappiamo che oltre a questa questione, dovremo affrontare le conseguenze della crisi economica che porterà inevitabilmente a risorse limitate.  La mia proposta è la seguente: chi non completerà entro 18 mesi le procedure di aggiudicazione vedrà revocato il finanziamento e i fondi saranno riassegnati. E su questo proveremo a essere inflessibili. Certamente daremo ai Consorzi una maggiore attenzione rispetto a quella che vi è stata assegnata fino a oggi. Un impegno, il nostro che deve essere condiviso anche da parte dell’Anbi. E chiediamo un aiuto all’Unione europea, perché noi all’agricoltura chiediamo molto di più di quello che è la sua semplice vocazione. Chiediamo difesa del paesaggio, tutela idrogeologica, un contributo sostanziale al turismo e al buon nome dell’Italia».

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