Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

I Consorzi nella battaglia per non scomparire

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2010

Roma. Un intervento diretto, quello di Sergio Marini all’Assemblea Nazionale A.N.B.I.  «Stamattina abbiamo fatto un bel gioco dell’oca. Non ho capito se la mancata attenzione all’agricoltura sia colpa degli agricoltori. Tutti hanno trovato il modo di scaricare le responsabilità su qualcuno. A un certo punto è stata detta anche una frase: “ma lo Stato può o deve fidarsi dei cittadini?”. Io voglio girare la domanda: ma i cittadini si possono fidare dello Stato? Perché succedono cose strane, coi cittadini e le associazioni costrette a scendere in piazza per il rispetto della legge. Questo è il paradosso, noi per esempio dopodomani saremo in Friuli contro le coltivazioni ogm». Sul processo di semplificazione: «I Consorzi – ha detto Marini – sono finiti dentro alla questione della semplificazione, con l’abolizione degli enti inutili. Sulla semplificazione il principio è quello darwiniano, cioè togliamo il più debole, quello che è meno in grado di sapersi difendere, ossia chi lavora, perché non si è mai preoccupato di avere meccanismi lobbistici per restare in piedi. Quindi rischiamo di togliere i soggetti più utili perché nel tempo non sono stati in grado di difendersi. O la partita la facciamo tutti insieme per uscire dalle difficoltà, oppure rischiamo grosso perché i segnali vanno nella direzione opposta. Non è un problema di destra o sinistra, è un problema culturale. Il fatto che la semplificazione vada a toccare i più deboli è un fatto culturale».
I Consorzi di bonifica: «Per Coldiretti – dice ancora Marini – il ruolo dei Consorzi di bonifica è uno fondamentale, fino a prova contraria. Cioè, quando si pensa di abolire un soggetto, occorre capire se chi lo va a sostituire sarà più efficiente e meno costoso. Noi crediamo che questo sistema vada lasciato com’è. Senza Consorzi di bonifica non si fa mantenimento del paesaggio e tutela ambientale. Su questo stiamo lavorando per costruire la qualità intrinseca del made in Italy». E sulla questione del Sud: «Prendiamoci a schiaffi altri quattro mesi – ha concluso Marini – poi facciamola finita e ricominciamo a ragionare su come si esce dalle problematiche. Oggi il rischio di spezzare il Paese c’è».(tavolo presidenza)

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