Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 19

Protezione acustica degli edifici

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2010

Il Ministero dell’Ambiente sta per presentare al Governo una proposta di legge che andrà a modificare l’unico riferimento legislativo, insieme alla legge quadro del ’95, a normare in Italia l’annosa questione dell’inquinamento acustico, cioè il Decreto del dicembre del ’97 che definisce i requisiti di protezione acustica degli edifici. La proposta di fatto assorbe la nuova classificazione acustica delle unità immobiliari contenuta in una complessa norma UNI di prossima pubblicazione, che definisce nuovi criteri per la misurazione e valutazione di alcuni requisiti acustici degli edifici. In particolare il decreto introduce una riduzione dell’isolamento di facciata – una delle grandezze più significative contemplate dal DPCM del ’97 – da 40 a 37 decibel, ammettendo anche una tolleranza di 3 decibel, che penalizza non solo i componenti finestrati ma anche le pareti verticali e i tetti. Preoccupata la posizione di AIAS, secondo la quale questo abbassamento dei requisiti diminuirà la capacità di protezione acustica delle pareti, comportando una drastica riduzione del livello di comfort degli immobili con possibili gravi conseguenze sulla salute di cittadini e lavoratori. Caduta la giustificazione di allinearsi agli altri Paesi europei, dove i valori di isolamento acustico sono più elevati o comunque uguali ai valori italiani attuali, AIAS vede nel perverso meccanismo delle lobby il vero motore che sta portando il nostro Paese a introdurre un provvedimento che rischia di incidere pesantemente sulla salute degli italiani. In realtà una casa costruita bene dal punto di vista acustico costa come una costruita male, senza considerare che il rumore è un parametro che incide fortemente sulla quotazione di mercato degli immobili, perchè l’inquinamento acustico influisce pesantemente su molti aspetti della vita quotidiana, dal benessere psicofisico delle persone alla qualità del lavoro.  Questa proposta di legge sembra quindi cozzare pesantemente con la forte sensibilità che il legislatore sta dimostrando nei confronti del benessere e della salute dei lavoratori e, più in generale, delle persone. Basti pensare alla imminente obbligatorietà per i datori di lavoro di misurare lo stress a cui sono sottoposti i dipendenti che, seppur rimandata a fine anno, rimane un capo saldo dell’attuale legislazione in materia di protezione della salute dei lavoratori.

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