Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Mercato fondiario in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2010

Sintesi dei risultati da Andrea Povellato (INEA) Il prezzo medio della terra nel 2009 ha raggiunto un valore prossimo ai 18.000 euro ad ettaro, pur con differenze sensibili da regione a regione che riflettono la diversa redditività delle produzioni agricole e più in generale il dinamismo delle economie locali. Rispetto al 2008 il prezzo della terra è rimasto sostanzialmente stabile come media nazionale (+0,1%), mentre a livello di singole zone geografiche si segnala la contrazione dei prezzi nelle regioni dell’Italia centrale (-0,8%) e nelle zone della montagna e collina interna (-0,4¸0,7%).  Il confronto con il tasso di inflazione mette in evidenza una riduzione dei prezzi in termini reali (-0,6). La contrazione è stata meno pronunciata rispetto a quanto avvenuto nel 2008 per via dell’aumento molto debole dei prezzi al consumo che si è verificato nel 2009 (+0,7%). Se si esclude il 2007 in cui i prezzi reali sono rimasti stabili, la tendenza negativa prosegue ormai da cinque anni e non sembra vi siano all’orizzonte punti di svolta. Negli ultimi cinque anni il patrimonio fondiario si è svalutato mediamente del 6% in termini reali, con punte massime del -10% nel Veneto e in altre aree dove i prezzi della terra erano cresciuti in misura molto consistente a partire dalla fine degli anni novanta. Per contro soltanto Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Marche presentano ancora una leggera crescita dei valori in termini reali nel medesimo periodo.  Tra i nuovi fattori che influiscono sul mercato fondiario sta emergendo la sempre più rilevante richiesta di terreni adatti all’installazione di impianti eolici e, più recentemente, di impianti fotovoltaici. Per quanto si tratti di estensioni abbastanza modeste, la particolarità delle nuove destinazioni d’uso e, soprattutto, l’eccezionalità delle risorse finanziarie scambiate ne fanno un argomento all’ordine del giorno. Generalmente l’acquisizione degli appezzamenti adatti a questo genere di impianti avviene su base temporanea piuttosto che attraverso acquisti veri e propri, ma i corrispettivi contrattati per ottenere il “diritto di superficie” (diverso, quindi, da un contratto di affitto) sono talmente elevati che possono arrivare a superare il valore stesso del fondo. La normativa nazionale e regionale inerente gli impianti eolici e fotovoltaici risulta ancora molto frammentata e spesso fa riferimento a norme locali molto differenziate.
Tra gli elementi chiave che hanno condizionato il mercato degli affitti nel 2009, è sicuramente da annoverare la sfavorevole congiuntura economica e la conseguente mancanza di liquidità, fattori che hanno spinto le scelte degli imprenditori verso il mantenimento della disponibilità di capitale per la normale gestione aziendale, ampliando le superfici aziendali tramite l’affitto piuttosto che con l’acquisto diretto.  L’incertezza determinata dall’attesa del varo della nuova riforma Pac dopo il 2013, ha influenzato la durata media dei contratti, spesso limitata a periodi inferiori ad un lustro, in quanto gli imprenditori preferiscono attendere le nuove prospettive comunitarie, prima di impegnarsi con investimenti più consistenti. Nelle regioni centro-settendrionali è molto attiva l’attività dei contoterzisti che, oltre ad offrire i consueti servizi, cercano di ottimizzare la propria struttura di impresa ricorrendo a terreni in affitto su cui impiegare i mezzi meccanici ed usufruendo anche della fiscalità agraria agevolata.  Nonostante anche al Sud e nelle Isole le superfici in affitto nell’ultimo decennio siano aumentate, gli operatori segnalano ancora un atteggiamento di sfiducia da parte dei proprietari a concedere terra in affitto, non sentendosi abbastanza tutelati sul diritto di proprietà. Aumenta la domanda di seminativi per la coltivazione di colture energetiche (maggiore nelle regioni del Nord), e sono sempre più frequenti contrattazioni di lungo periodo, tra aziende agricole e grandi società  private per l’istallazione di impianti fotovoltaici ed eolici, con canoni annui molto elevati (sino a 4.000 euro/ha), assolutamente indipendenti dalle caratteristiche agronomiche dei terreni.
L’indagine sul mercato fondiario curata dall’INEA è disponibile in Internet: http://www.inea.it/prog/bdfond
Un’analisi dettagliata è pubblicata nel volume INEA (2010) Annuario dell’agricoltura italiana, Volume LXIII, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli.

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